La portiera è persa dietro il rebus della raccolta differenziata.
Il lattaio aspetta che arrivi agosto per andare a ballare a Rimini.
La parrucchiera pensa alla sua casa sopra Camogli.
Cammino per strada con il Piccolo Ing. che mi chiede perché Milano verrà invasa dalla droga e non dai marziani, quando incrociamo due ragazzi. Lei è in canottiera e ha un tatuaggio gigante, mi passa un foglio. La considerazione è che difficilmente possa essere un volantino elettorale - anche se ho appena visto all'asilo una mamma araba con al collo un portachiavi di "Forza Milano!", quindi smetto di farmi inutili idee preconcette e di trovare un senso alle cose e sbircio, mentre spiego a Piccolo Ing. che settimana prossima si va ancora a votare, e quindi lui ha un altro lunedì di vacanza assicurato e che a Milano la droga c'è già, quindi nessuna invasione.
Ci sono dei ragazzi sul tetto delle villette-Aler.
Le villette-Aler sono un agglomerato di ville degli anni Venti ormai in semi abbandono (c'è o c'era, non so più, un sert e poco altro, oltre a qualche ufficio e qualche pensionato, pure lui in stato di semi-abbandono). Non solo. Le villette-Aler sono luogo di immaginaria speculazione edilizia di tutto il quartiere.
Tutti gli abitanti del quartiere hanno speso almeno cinque minuti della loro vita pensando (in ordine):
A. Pensa che spreco economico possedere un simile patrimonio immobiliare e lasciarlo lì vuoto e decadente (perché il vero milanese per prima cosa monetizza)
B. Come potrei fare ad accaparrarmene una a prezzi Aler (perché il vero milanese monetizza e vuole fare il furbo come tutti gli altri);
C. Lasciamo perdere, prima che le abbattano per farci un grattacielo o le diano ai Rom (perché il vero milanese deve mantenere comunque il low-profile).
Credo che la stragrande maggioranza degli abitanti del quartiere non sapesse, fino a ieri, che le villette-Aler sono oggetto di riqualificazione-Expo. Cosa questo voglia dire, nonostante abbia cercato qui e là (anche sul sito dell'Aler), non sono riuscita a capirlo. I ragazzi del tetto sostengono che le villette verranno risistemate e rivendute o affittate ai soliti amici di "all'interno di un piano connesso ad Expo 2015 gestito da una holding della Regione".
Al ritorno abbiamo fatto il giro lungo, siamo passati dalla cartolaia (esasperata da due giorni di tubo di scarico della camionetta della polizia davanti all'ingresso del suo bugigattolo) e siamo passati a vedere i ragazzi sul tetto (ma non ditelo a nessuno).
La cosa assurda e triste è che i ragazzi del tetto son lassù e non hanno nessuna richiesta da fare. Io invece una richiesta ce l'avrei. Ed è una richiesta di informazione: possibile che debba aspettare che gli anarchici salgano sul tetto per sapere che le villette-Aler sono/saranno oggetto di riqualificazione?
Non mi piace. Non mi piace stare in un posto dove devo venire a sapere che le cose mi cambiano sotto il naso perché gli anarchici son saliti sul tetto. Non mi piace un posto dove la notizia è che ci sono gli anarchici sul tetto, ma cosa ne sarà di quel tetto non è notizia importante (basta che lo sappiano i pochi informati, per il resto chissenefrega).
Non è un posto mio, ma è il posto dove abito.
E io vorrei abitare in un posto mio.
Il lattaio aspetta che arrivi agosto per andare a ballare a Rimini.
La parrucchiera pensa alla sua casa sopra Camogli.
Cammino per strada con il Piccolo Ing. che mi chiede perché Milano verrà invasa dalla droga e non dai marziani, quando incrociamo due ragazzi. Lei è in canottiera e ha un tatuaggio gigante, mi passa un foglio. La considerazione è che difficilmente possa essere un volantino elettorale - anche se ho appena visto all'asilo una mamma araba con al collo un portachiavi di "Forza Milano!", quindi smetto di farmi inutili idee preconcette e di trovare un senso alle cose e sbircio, mentre spiego a Piccolo Ing. che settimana prossima si va ancora a votare, e quindi lui ha un altro lunedì di vacanza assicurato e che a Milano la droga c'è già, quindi nessuna invasione.
Ci sono dei ragazzi sul tetto delle villette-Aler.
Le villette-Aler sono un agglomerato di ville degli anni Venti ormai in semi abbandono (c'è o c'era, non so più, un sert e poco altro, oltre a qualche ufficio e qualche pensionato, pure lui in stato di semi-abbandono). Non solo. Le villette-Aler sono luogo di immaginaria speculazione edilizia di tutto il quartiere.
Tutti gli abitanti del quartiere hanno speso almeno cinque minuti della loro vita pensando (in ordine):
A. Pensa che spreco economico possedere un simile patrimonio immobiliare e lasciarlo lì vuoto e decadente (perché il vero milanese per prima cosa monetizza)
B. Come potrei fare ad accaparrarmene una a prezzi Aler (perché il vero milanese monetizza e vuole fare il furbo come tutti gli altri);
C. Lasciamo perdere, prima che le abbattano per farci un grattacielo o le diano ai Rom (perché il vero milanese deve mantenere comunque il low-profile).
Credo che la stragrande maggioranza degli abitanti del quartiere non sapesse, fino a ieri, che le villette-Aler sono oggetto di riqualificazione-Expo. Cosa questo voglia dire, nonostante abbia cercato qui e là (anche sul sito dell'Aler), non sono riuscita a capirlo. I ragazzi del tetto sostengono che le villette verranno risistemate e rivendute o affittate ai soliti amici di "all'interno di un piano connesso ad Expo 2015 gestito da una holding della Regione".
Al ritorno abbiamo fatto il giro lungo, siamo passati dalla cartolaia (esasperata da due giorni di tubo di scarico della camionetta della polizia davanti all'ingresso del suo bugigattolo) e siamo passati a vedere i ragazzi sul tetto (ma non ditelo a nessuno).
La cosa assurda e triste è che i ragazzi del tetto son lassù e non hanno nessuna richiesta da fare. Io invece una richiesta ce l'avrei. Ed è una richiesta di informazione: possibile che debba aspettare che gli anarchici salgano sul tetto per sapere che le villette-Aler sono/saranno oggetto di riqualificazione?
Non mi piace. Non mi piace stare in un posto dove devo venire a sapere che le cose mi cambiano sotto il naso perché gli anarchici son saliti sul tetto. Non mi piace un posto dove la notizia è che ci sono gli anarchici sul tetto, ma cosa ne sarà di quel tetto non è notizia importante (basta che lo sappiano i pochi informati, per il resto chissenefrega).
Non è un posto mio, ma è il posto dove abito.
E io vorrei abitare in un posto mio.