NON LEGGETE QUESTO POST se volete andare a vedere l'ultimo film di Almodòvar, sennò poi ve la prendete con me, e avete pure ragione.
Il fatto gli è che Novembre è il mese in cui la notte, il freddo e i ritmi mentali più lenti prendono il sopravvento. E sta alla fine dell'anno, che è un periodo in cui ti viene, bene o male, da fare i bilanci, e non solo perché ti tocca pagare le tasse. Ma si sa che quando ti metti a fare i bilanci, i bilanci sono sempre in negativo, per lo più.
Il fatto gli è che Novembre è il mese della semina. Rimasi stupefatta, quando la mia ginceologa mi disse che è uno dei mesi più fertili in assoluto, per le donne - e infatti un sacco di bambini nascono ad agosto, o giù di lì. Pensai a quanto l'uomo vive di ritmi profondi e ancestrali, in queste città un po' deliranti. Non ho seminato bimbi, ma molti pensieri, e numerosi stati d'animo. Nuove chiarezze, ripensamenti, poche soluzioni e persone che non ci sono più nella mia vita e che di notte fanno capolino nei miei sogni (stanotte però erano tutti incazzati con me, caspita).
Il fatto gli è che vai a vedere Almodòvar. Gli abbracci spezzati è un bel film d'amore, un po' banale forse, ma ti rendi conto che nel nostro immaginario collettivo il grande amore, da Shakespeare in poi, è l'amore che non hai mai vissuto: è la storia che non è mai iniziata, o che è finita sul più bello. Ma questo NON è il grande amore: il grande amore è quello che passa sopra la solitudine, la noia, i giorni, le pentole che gli avresti volentieri tirato in testa, la voglia di scappare eppure rimanere, il non capirsi, il mollare la spugna e poi riprovarci, se non altro perché sei responsabile di qualcosa nei confronti dei tuoi figli. C'è un bel libro nella mia libreria, che non ho ancora letto, si intitola Se Giulietta e Romeo fossero invecchiati insieme: sai che palle, se fossero invecchiati insieme, non è che ci si può fare un film. Epperò torni a casa dal cinema con un grande senso di gratitudine per l'Ing., per aver saputo esserci, e per questa storia che è il matrimonio, che non si sa mai come va a finire, però è terribilmente vera, e bella.
Il fatto gli è, infine, che vai ad una festa con amici senza prole, e ti accorgi di non essere affatto guarita: hai avuto l'ennesima ricaduta nella tua Sindrome da Peter Pan. E quindi l'Ing. deve trascinarti via per i capelli, perché tu faresti tranquillamente le 4 del mattino. E allora tutta quella gratitudine, per un po' te la dimentichi.
Dicembre inizia, e sarà mese di ponti, salti mortali, regali, Jingle, feste di compleanno per il piccolo, feste a scuola, chilometriche vacanze di Natale, luci e nessuna cupezza novembrina.