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domenica 24 gennaio 2010

Tutta un'altra musica


Lui ha deciso che è giunto dunque il momento. I figli sono ormai abbastanza grandi da poter essere introdotti alla conoscenza dei Beatles e per l'occasione sceglie One, la compilation con tutti i singoli arrivati al numero uno della classifica inglese. Per questa operazione ha deciso di utilizzare gli spostamenti delle vacanze natalizie.

In macchina, ritornando verso Milano.
Parte l'intro di Hey Jude, e Lei esclama, soprapensiero: "Certo che Hey Jude è una di quelle canzoni che ti stufano, dopo averla ascoltata un milione di volte".

Lui si volta a guardarla, incredulo, con la bocca aperta come per dire qualcosa, ma non dice nulla.

Alza gli occhi al cielo, e mentre fissa nuovamente la strada, con tono gelido afferma: "Non capisco come tu possa dire una cosa del genere".

Quindici giorni dopo.
E' un sabato mattina grigio e freddo, Lei sta preparando la colazione. Lui si presenta sulla porta della cucina.
"Dove è finito il mio libro con tutti i testi delle canzoni dei Beatles?"
Un tascabile BUR di 30 anni, sgualcito e giallo.
"Non lo so, amore, prova a guardare in libreria vicino ai tascabili dei Peanuts, sono uguali, SantaK li avrà messi tutti insieme"

Lei inizia a fare colazione, Lui arriva con in mano il libro, si siede ed inizia a sfogliarlo, senza degnare nessuno della sua attenzione.
"Cosa cerchi?"
"Sto cercando il testo di Hey Jude, sai, è da un po' che ce l'ho in mente".

Seduta sulla panca, Lei sorseggia caffelatte e ha una strana sensazione, come essere in un romanzo.

domenica 1 novembre 2009

Di Halloween e mostri metropolitani


Halloween è una di quelle (poche) cose che segna un gap generazionale tra i nostri figli e noi.

Da vera bacchettona quale sono, inizialmente questa festa suscitava in me la massima riprovazione: per 4 anni buoni, abbiamo potuto far finta di niente. Poi, pian piano, il piccolo ingegnere ha mostrato sempre più affetto nei confronti di zucche e fantasmi, tanto che lo scorso anno, in un momento un po' difficile per lui, Halloween è stata ufficialmente sdoganato, con tanto di travestimenti fatti in casa e qualche amichetto invitato per l'occasione.

Quest'anno mi sono scoperta a riflettere sugli archetipi che in questa occasione saltano fuori: streghe, fantasmi, folletti, zucche... un bel modo per i bambini, per esorcizzare le paure, per rimanere affascinati dall'ignoto, per sondare quella dimensione fantastica e oscure alle quali dedichiamo davvero troppo poco tempo e attenzione, ormai.

Ieri sera abbiamo "festeggiato" con una Halloween Symphony: un concerto di musica al Teatro dal Verme, prima data di una stagione concertistica interamente dedicata ai bambini (anche l'Orchestra è formata da ragazzi, infatti si chiama I Piccoli Pomeriggi Musicali). Brani recitati e brani musicali, un'ora in tutto: ero molto entusiasta, ho pensato che fosse un bellissimo modo per avvicinare i bambini alla musica (e ricordare ai genitori quanto era bello andare a sentire i concerti al Conservatorio) e al teatro. Lo spettacolo è stato all'altezza delle aspettative (soprattutto perché con tutti quei bimbi in giro, era davvero impossibile pretendere il silenzio sacrale della Sala Verdi), basato proprio sulla paura, e sulla capacità di vincere qualsiasi ostacolo pauroso, con fiabe da vari continenti e filstrocche che hanno fatto centro. Con la musica di Dukas (quella dell'apprendista stregone, per intenderci) che ci ronzava ancora nelle orecchie, siamo saliti in macchina.

In via Broletto, dove da 30 anni ormai campeggia il murale di Armani, ho visto i veri mostri di Halloween: uno scheletro popputo che cercava di azzannare un fantasma muscoloso tutto tatuato.


giovedì 12 marzo 2009

Soddisfazioni di mamma


Pomeriggio di compiti di recupero con il piccolo ingegnere, dopo essere stato assente da scuola per ben 5 giorni. La piccoletta tenta di dare fastidio, lagna un po', poi la metto a colorare, poi si stufa e se ne va in camera a giocare.

Sono quasi le 7, dalla camera tutto tace.
Vado a vedere cosa sta combinando.

Quando entro la trovo tutta agghindata, con le collanine e i braccialetti di legno colorato, la sua coroncina da principessa in testa, e alle prese con i suoi trucchi, le labbra rosa.

"Ma sei bellissima!!". Tesorino di mamma. Mi fa una tenerezza, questa bimba, ogni tanto.
"Sono pronta per la festa di Edera Velenosa!! E tu fai il servo di Edera!"
"Va bene, allora vieni in cucina che mentre taglio le zucchine per cena, facciamo la festa e io faccio il servo di Edera". Andiamo in cucina, poi mi viene un'idea.

"Siccome in ogni festa fatta come si comanda c'è la musica, mettiamo su un po' di musica!"
Mi avvio verso lo stereo, in soggiorno, pensando di mettere su qualcosa a misura di bambino, tipo De Gregori, o Vecchioni, che sono giusto in cima alla pila dei CD.
"Mettiamo Buonanotte fiorellino e balliamo?" propongo io.
"No mamma, mettiamo questa", e mi allunga il CD.



Ragazzi, queste sono soddisfazioni, per una mamma. Anche se è stato l'ingegnere, un sabato mattina, ad introdurre i suoi figli al rock, temendo che la mamma li rimpinzasse solo di cantautori italiani.

Abbiamo messo su Where the Streets Have No Name (l'intro di questa canzone piace da matti, alla piccoletta), alzato un po' il volume, e abbiamo fatto la festa di Edera, ballando e saltando con il piccolo ingegnere, che aveva giusto bisogno di sfogarsi un po'. Alla faccia dei vicini benpensanti. E delle zucchine da tagliare.