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giovedì 23 luglio 2009

Milano, 2009: c'è vita, intorno a noi


In questa bella estate, di sera capita di sentire i grilli cantare. Se lasci le finestre aperte sul cortile della scuola accanto, con i grandi alberi dalle chiome frondose, o quando sei per la strada, ora silenziosa e deserta, senti il loro canto.

E' rumore di pineta e di sere d'estate al mare, in una città che appare improvvisamente ancora più bella, con le sue notti calde e chiare.

In questa bella estate, passando davanti al Parco Sempione in macchina, alle quattro di pomeriggio, capita di sentire anche le cicale: il rumore dei pomeriggi assolati e dei campi gialli delle estati al Sud.

Sono rumori strani e insoliti.
Che però riempiono il cuore di speranza.
E non ditemi che ho i grilli per la testa

giovedì 28 agosto 2008

L'estate e i bimbi (post sconclusionato)

Da cinque anni a questa parte arriva un momento in cui arrivo ad odiare l'estate. E Milano. L'estate a Milano, con due bimbi piccoli.

Anche quest'anno:
30 gradi,
bimbi a casa,
io a casa che devo lavorare,
Kashmere (la ragazza che cura i bimbi e la casa, ndr) a casa (sua) pure lei,
Grande Nonna con il mal di schiena,
Rifugiati Liguri (i nonni paterni che prima svernano e poi passano l'estate in Liguria, ndr) in Liguria (appunto).

Anche quest'anno è arrivato il momento del grande odio.

Insieme al desiderio che anche quest'anno l'estate finisca presto e si porti via caldo, zanzare, bimbi a casa, strade deserte, mamme angosciate che non sanno che cavolo fare, bimbi chiusi in casa perché fa troppo caldo e non c'è davvero un posto dove stare. Che l'autunno ci riporti scuole, piscina, cene alle sette e mezza, nanna alle nove. Ci porterà anche scioperi, menate scolastiche, febbre, inquinamento alle stelle, una nuova logistica per gli spostamenti da inventare. Ma almeno avremo delle certezze. E non la necessità di dover spedire i bimbi al mare, anche quando non ne hanno voglia.

Me: Andate al mare con i nonni, tre giorni soli poi arriva anche mamma?
Piccolo ingegnere: No.

Alla quinta volta.

Me: Andate al mare con i nonni?
Piccolo ingegnere: No.
Me: Perché?
Piccolo ing: Perché siamo senza mamma e papà.
Me: Ma c'è qualche altra ragione?
(domanda trabocchetto, dato che io e l'ingegnere supponiamo chiare preferenze dei Rifugiati Liguri per la petite, prima femmina dopo due figli e due nipoti maschi, cosa che crea alla sottoscritta non pochi problemi a lasciare il piccolo ingegnere, un intelligentissimo sensibilone, dai nonni)
Piccolo ing: No.
...
Piccolo ing: Non ne ho voglia, ma vado al mare.

martedì 26 agosto 2008

So far...

Vabbe', insomma. A Milano fa ancora caldo, anche se l'ingegnere sostiene che no, non è vero, ho le scalmane anche se non ho l'età.

Oggi ci siamo rifugiati dalla Grande Nonna (alias mia madre) con i bimbi, io che devo scrivere 6 pezzulli, sono quasi le 3 e ne ho scritto mezzo. Ho dato una lettura veloce dei titoli di corriere.it e, come al solito, mi è venuto il magone. Ormai sono più di 6 mesi che non riesco a leggere un quotidiano senza farmi venire il mal di pancia. L'unica notizia decente è che Conchita De Gregorio è diventata direttore de L'Unità, probabilmente è una notizia vecchissima ma dato che noi ce ne andavamo su e giù per le colline della Borgogna...

Per il resto, posso solo dire che l'ingegnere ieri ha realizzato che "Ma scusa, la marisa (la nostra portinaia, ndr) fa più ferie di noi?!?". Sì caro, quattro settimane tonde tonde con tanto di sostituta. Alla faccia mia e dei cinque pezzulli e mezzo che ancora devo fare, e che a Milano fa ancora caldo. E che sono le 3 e 10.

domenica 17 agosto 2008

Passaggio a Milano

Trentasei (36) ore a Milano, sei (6) lavatrici, due (2) ore di stiro, svuotamento di sei (6) borse da viaggio e riempimento di altre tre (3).

La solita metropoli deserta e un po' inquietante.

Domani partiamo per il nostro esperimento: sette (7) giorni in camper, destinazione Borgogna.
Stay tuned.

P.S. Grazie al mio piccolo ingegnere, che lo ha scelto, e grazie al mio ingegnere grande, che lo ha pagato, ho ricevuto un meraviglioso pendant per il mio onomastico. Non resisto alla voglia di metterlo sul blog.

venerdì 15 agosto 2008

Ferragosto08

Eccolo, è arrivato.
Il primo messaggio di auguri di Ferragosto, la festa più triste che ci sia. Per me Ferragosto significa: attenzione l'estate sta finendo (e un anno se ne va, son diventato grande, lo sai che non mi va oh-oh-oh). Le giornate iniziano ad accorciarsi, e a me viene la malinconia. Solo un attimo, per la verità, perché poi c'è settembre che obbliga a ricominciare. Con la fatica e l'ennesima speranza, quantomeno che le cose siano un po' più facili, un po' più piane (dubito già).

Oggi poi, piove a catinelle, il diluvio anniversario, come dice il piccolo ingegnere, ormai prendendo in giro se stesso.

Teresa incalza, è tempo che possa impiastrare il PC e possa usare il suo Mago (il Magic Desktop, che quando avrò finito gli ingressi nella versione demo mi toccherà pure comperare...)

martedì 15 luglio 2008

Vuoto d'estate (da non perdere)

L'ho già detto, i bimbi sono al mare con la nonna e l'ingegnere è latitante (in ufficio, presumibilmente, ma ogni tanto sparisce anche da lì. Mah). Li ho eliminati tutti, praticamente.

Per cui, sto sperimentando una dimensione diversa.

Ossia. La mia giornata non finisce più alle 15.30, quando inizia, nella migliore delle ipotesi: giro-asili, bimbi affamati e incontenibili, merenda, giochi, cena, barbapapà, libri, nanna (per non parlare del post-post giornata, quando mi metto davanti al PC a finire qualche lavoro). Ipotesi peggiori (in ordine di peggio crescente): piscina, festa di bimbi, giochi parco.

No. Adesso mi metto al PC incredibilmente presto, cazzeggio, riscopro un mondo, lavoro-lavoro-cazzeggio-lavoro, (certo, mangio, faccio la lavatrice, faccio la spesa, cose così, insomma) e poi alzo gli occhi e che ne so, sono le cinque, le sei... Il vuoto. Silenzio (o quasi, visto che da ieri mi martellano in testa - lavori di ristrutturazione nell'appartamento di fianco).

Un vuoto bello, che so già come riempire (ahimé). Ma un vuoto strano, una sensazione di spazio dilatato, di silenzio, di tempo per me (che ne so, per mettermi lo smalto).

Meraviglioso e terribile al tempo stesso. Mi scrive la mia Donna Moderna: "Ho lasciato Filippo dai nonni e oggi sono in para totale. Lacrime in tasca come niente... Se non fossi a dieta mi sarei mangiata una vaschetta di Haagen-dasz".

Certo, mi mancano. Ma vuoi mettere, per 3 settimane all'anno... (anzi, se contiamo le serate sono in totale 12, il venerdì è già consacrato a raggiungere i nani il prima possibile!!). Stasera aperitivo con la simo (tanto l'ingegnere latita).