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martedì 8 settembre 2009

I compiti delle vacanze


Ci sono bimbi che, appena finita la scuola, si sono messi a fare due schede al giorno e a leggere i libri che le maestre hanno assegnato.
Ci sono bimbi che hanno imparato a scrivere in corsivo.
Ci sono bimbi che hanno letto dieci, venti, trenta libri.

E poi c'è il piccolo ingegnere.
Lasciato allo stato brado per tre mesi, da una madre che francamente non c'aveva voglia: 130 schede, raccolte sotto l'accattivante titolo estivo "Fragola e Limone", a parer mio equivalgono ad un omicidio premeditato di minore (non so se la minore età costituisca un'aggravante, comunque).
Autorizzato a leggere solo quello che gli andava: Topolino, per lo più, Star Wars e qualche fumetto di Batman, previo nulla osta dell'ingegnere. Un solo libro di Kattivik, letto a fatica. Scartati tutti i libri che non contenessero figure, ad alleviare la pena di tutte quelle parole messe insieme. Perfino quelli di Scooby Doo.
Improvissamente ripiombato, in questa mattinata di settembre con la piccoletta all'asilo, nella cruda realtà: dopo il confronto con le altre mamme, anche la sottoscritta ha assunto un atteggiamento un poco più intransigente.

In un'ora abbiamo fatto due schede di matematica.
Abbiamo disegnato dieci fulmini, che sennò i bimbi faticano, a contare fino a 10.
Abbiamo raggruppato decine di fiori, limoni, pesciolini, e disegnato le palline delle decine e delle unità sull'abaco.
Ho iniziato a spazientirmi.
Sentivo le energie che improvvisamente mi abbandonavano.
Abbiamo attaccato con una scheda di italiano: bisognava scrivere in stampatello minuscolo.
"Mamma, ho mal di pancia"
Oddio, gli ho fatto venire l'ansia e adesso ha le coliche.
"Mamma... mi scappa la cacca"
E così, finalmente, il piccolo ha trovato una via di scampo.
La mattinata si chiude quindi con un bilancio positivo: abbiamo trovato il rimedio più efficace contro la stitichezza del nano.

martedì 5 maggio 2009

Piccoli milanesi crescono


Il martedì, piccolo ingegnere esce alle 13. Se Giove Pluvio lo consente, andiamo a prendere la piccoletta all'uscita delle 16 in bicicletta: caschetto blu in testa, bicilettina blu, il piccolo ingegnere arranca sui marciapiedi della città, mentre la mamma impartisce ordini sconnessi tipo: "Pedala!", "Frena!" "Attenzione al signore!" "Scendi (dal marciapiede) con i freni tirati!" "Metti le mani sui freni!" "Dai, veloce!". Il tutto, in 500 metri scarsi di tragitto.

Oggi, mentre trotterellava con la sua bici sul marciapiede davanti alla scuola materna della piccoletta, il piccolo ingegnere ha incontrato la sua compagna B., a passeggio con la tata.
"Ciao B.!"
"Ciao! Anch'io sabato ho tolto le rotelle alla bicicletta!", fa lei.
"Io le ho tolte l'anno scorso!", si vanta lui a muso in su. B. gli dà almeno 5 centimetri.
"Io traballo ancora un po'..."
"Io no" .
"Beh, adesso faccio agiliti così poi vado anch'io veloce" .

Lo ha detto. Lo ha detto sul serio.
Una bambina di 6 anni che FA AGILITY.
E che parla il milanenglish.


Il piccolo ingegnere, dall'alto del suo quarto di sangue tosco-emiliano, la snobba e prosegue a bordo del suo potente mezzo con un semplice "Ciao". Lui, dell'agility, se ne infischia.

martedì 17 marzo 2009

Un tranquillo pomeriggio milanese


Il mio post di oggi sta sul BlogCafé di VereMamme, che l'argomento capitava giusto giusto a fagiolo.

Oggi, invitati a pranzo e a giocare i due migliori amici del piccolo ingegnere, il piccolo-perfettino e il piccolo-biondino. Giocando con le spade di Star Wars (non so come, ero davanti al pc :-S) il piccolo ingegnere è riuscito a farsi male sbattendo una mano sul tavolo del soggiorno. Il risultato è che ha un dito viola e gonfio. Ora li ho piazzati tutti davanti alla TV, a vedere cosa? Batman e Robin, of course.

Aspetto consulto con la mamma del bimbo-perfettino, che arriva a momenti, per decidere se fare una gita al pronto soccorso, o no. Era giusto da un po', che non passavamo da quelle parti.