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venerdì 5 giugno 2009

Mi sono innamorata


E non è mio marito.

E' un uomo che abita lontano.
Anche lui è sposato.
All'inizio, di lui mi intrigava il fatto che fosse fuori dagli schemi, che fosse un outsider. Mi piacevano la sua determinazione e la sua semplicità, la sua immediatezza e la capacità di farti ridere - e piangere. E' uno capace di conquistarsi le persone, se vuole. Infatti, sono convinta che farà carriera.

Mi piaceva anche sua moglie, a dire il vero. Non potrei mai reggere il confronto con una così, pensavo.

Poi, a un certo punto, mi sono accorta che è anche un bell'uomo.
Perché quando mi innamoro di un uomo, all'inizio non lo vedo mai come un bell'uomo, c'è sempre qualcuno che me lo fa notare, che è anche un bell'uomo.

E' uno che è sempre in giro per lavoro. Ultimamente è stato al Cairo.
Ha anche detto delle belle cose, gli hanno fatto un sacco di complimenti.

Ah, dimenticavo. Mio marito non lo sa.


mercoledì 21 gennaio 2009

Obama e Kakà: il complotto dell'orrendo-B.

Il cellulare è squillato, alla fine, ma non è di questo che vorrei scrivere.

Vorrei scrivere di una mamma che ieri sera, alle nove e mezza, ha cacciato a letto i suoi bimbi, ha lasciato l'ingegnere a fare la lavastoviglie, e si è finalmente piazzata davanti alla TV. Poi è arrivato anche l'ingegnere, che sa usare Sky Active, e finalmente la mamma ha visto questo benedetto giuramento e sentito il discorso, mentre l'ingegnere cercava di deviare su Kakà.


Sono tante le cose che hanno colpito la mamma, prima fra tutti il delirio di persone al freddo e al gelo che festeggiavano, e poi una in particolare. L'enfasi sul nuovo. La retorica del rebuild America. La coscienza che: o si cambia, o si muore.


Sabato sono andata dalla Anto, la mia estetista, a vedere quali magie si potessero fare su queste mani di mamma (nessuna, ma abbiamo messo uno smalto color pomodoro che era una meraviglia).
"Uno schifo, lorenza, uno schifo di lavoro". Era veramente scoraggiata.
E ci dicevamo: o si cambia, o si muore.


"Ma quando sentiremo un presidente del consiglio italiano fare un discorso del genere?"
"Andiamo a vivere in America"
Mi sono girata e ho guardato l'ingegnere. Pensavo che stesse scherzando e che mi prendesse in giro. Però non stava ridendo.


Poi abbiamo ricominciato con il tormentone di Kakà. Io ho esposto la mia teoria del complotto: è tutta una montatura dell'orrendo-B per essere PROPRIO in questi giorni al centro dell'attenzione mediatica italiana, così che noi non ci si occupasse troppo di altre cose. E l'ingegnere mi ha risposto che "è probabile".

giovedì 6 novembre 2008

Malafede


"Vedrai, Obama ci massacrerà, attuerà una politica durissima, magari non in termini militari ma ci metterà in ginocchio"

"Guarda, io non ho la più pallida idea di cosa farà Obama, e secondo me non ce l'ha neanche lui. Ma questa vittoria vuol dire che gli Stati Uniti sono una grande democrazia. Punto. E leggendo i titoli di certi quotidiani, oggi, mi sono accorta che per molti italiani la democrazia non è un valore".

Avere a che fare con l'Uomo di Cromagnon, a volte, è davvero snervante.

lunedì 20 ottobre 2008

Comunque




Comunque continuo a pensare che se Obama vincesse le elezioni, ci sarebbe speranza per il mondo. Non per la sinistra italiana, s'intende.
E comunque sarò una lagna ma la prima volta che ho visto questo video (sarà stato febbraio), mi sono commossa. Poi è arrivato il "si può fare" e mi ha tolto tutta la poesia.