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martedì 16 marzo 2010

Dopo lo Schiscetta Day, la sciopero della pasta in bianco

Ricevo, e pubblico.

Cari Genitori,
forse avrete già saputo che in una scuola di Milano (Primaria Iseo) il giorno 11 Febbraio sono stati rinvenuti, nelle lasagne al ragù servite a tavola, dei pezzi "di cute di animale con presenza di un gruppo di setole", tradotto in parole povere: pelle bovina con pelo.

Milano Ristorazione ha prontamente risposto alle nostre richieste di spiegazioni affermando di aver sostituito il fornitore.

Il problema è che, anche per quanto possa sembrare incredibile, IL FORNITORE CHE HA SOSTITUITO QUELLO ATTUALE, E' LO STESSO CHE ERA GIA' STATO SOSPESO LO SCORSO ANNO PER LO STESSO IDENTICO PROBLEMA.

In molte scuole la Commissione Mensa ha applicato questa forma civile di protesta: i genitori dei bambini hanno richiesto, il giorno in cui il menù prevede le lasagne, la dieta in bianco. E' un nostro diritto chiedere tale dieta e la nostra richiesta non necessita di nessun supporto medico od altro, è sufficiente una comunicazione alle maestre la mattina stessa.


Stralcio dal Corriere sullo sciopero della Pasta in bianco:
... Ma l’azienda che fornisce 75 mila pasti alle scuole di Milano non ci sta: «Questa contestazione non ha senso. L’unico risultato è quello di aver fatto buttare denaro pubblico. Perché i pasti non voluti sono stati gettati nella spazzatura, alla faccia di chi muore di fame».


giovedì 11 marzo 2010

Schiscetta Day a Milano






La scorsa settimana, alcune scuole di Milano hanno pacificamente protestato per il servizio offerto dalla società che gestisce la mensa di tutte le scuole milanesi, la Milano Ristorazione. A fronte di un aumento (considerevole, soprattutto per chi ha figli unici) della retta mensile, il servizio e la qualità del cibo sembrano essere peggiorati.

Quindi, i bimbi sono andati a scuola con un sacchetto vuoto, con scritto ben chiaro SCHISCETTADAY (in un milanenglish esagerato, per la traduzione chiamate il Don Lisander).

La notizia e le foto arrivano un po' in ritardo, per motivi tecnici (la sottoscritta era in vacanza e la piccoletta nulla sa, dello SchiscettaDay che si è celebrato lo scorso venerdì alla sua scuola) ma mi piace segnalarvi questa iniziativa, che è stata ripresa dalle cronache locali e che meriterebbe un'accurata riflessione e qualche inchiesta giornalistica in più. Siamo inondati di volantini promozionali sulla qualità del cibo della Milano Ristorazione (per lo più aleatori, con un lungo elenco di fornitori di cui nulla più si sa, oltre al nome), ma più di una mamma alza il sopracciglio dubbiosa. Qualcuno griderà alla manipolazione del minore inconsapevole, per questa protesta?

venerdì 15 maggio 2009

Non-Scoop: scoperta la verità sull'aumento delle tariffe della Milano Ristorazione


Per scrivere questo post ho dovuto documentarmi, perché non ero ben al corrente dei termini della questione. E quando mi sono documentata, mi è venuta una sincope.
Ma andiamo con ordine.

A Dicembre 2008 si delibera l'aumento delle tariffe della Milano Ristorazione.
I genitori ne vengono informati tempestivamente: ad Aprile 2009, con la distribuzione dei moduli per l'iscrizione alla Refezione Scolastica (i moduli della sottoscritta riposano ancora dentro le loro buste, devo farmi coraggio e affrontare il lato oscuro della burocrazia, prima che sia troppo tardi).

Ieri mi è arrivata una mail dalle mamme della Commissione Mensa (commissione fantasma alla quale mi sono iscritta a settembre, senza mai capire come funzionasse), con la notizia che è online una petizione per abrogare questi aumenti.

Sono andata a spulciare un po', perché mamma A. mi aveva detto che gli aumenti le sembravano un po' esagerati. Ed è stato a questo punto che mi è venuta la sincope di cui sopra.

Secondo quanto riportato anche da Repubblica e dal Corriere, aumenterà il numero di famiglie che gode della completa esenzione. Tutte le famiglie che godono di redditi superiori ai (udite udite) 31mila euro lordi annui (calcolate due stipendi e ditemi un po'), cioè circa il 60% del totale di coloro che usufruiscono del servizio mensa nella scuole pubbliche (secondo quanto riportato da Milano per i bambini), vedranno aumentare esponenzialmente i costi per i pranzi dei pargoli. Nella fascia di reddito massimo (dai 65eunpo'milaeuro lordi annui, corrispondente a 27eunpo'milaeuro ISEE), alla scuola materna prima si pagavano 46o euro all'anno, ora se ne pagheranno 680 (non ho capito in quante mensilità, sul modulo della Refezione non è indicato, da qualche parte ho letto anche che volevano fare pagarae obbligatoriamente 11 mensilità, cioè anche il mese di luglio, anche se i bimbi non frequentano la scuola estiva).

Chi non consegna l'ISEE compilato viene automaticamente inserito nella fascia dei più abbienti. Peccato che abbiano consegnato i moduli il 20 Aprile, con scadenza per la consegna il 30 Aprile. Dopo una serie di proteste, dato che avere un ISEE in 10 giorni, da queste parti, è pura utopia, hanno spostato la scadenza al 31 Maggio.

Dal secondo figlio in poi si paga solo il 50%. Paga tariffa piena il figlio minore.

Le motivazioni di questi aumenti? Quelle ufficiali, al solito, sono nebulose (non ho trovato dichiarazioni ufficiali, se qualcuno me le indica gliene sarei grata!), ma comunque credo risiedano nell'aiutare i più disagiati e le famiglie con più figli.

Arriviamo così al non-scoop.
Ieri parlavo di queste cose con una mamma.
"Sai, la rappresentante di classe di C. si è informata, sulle motivazioni di questo aumento delle tariffe", mi dice con sguardo complottista, di sottecchi e abbassando la voce.
"Ah sì?" faccio io "E cosa ha scoperto?"
"Che un sacco di gente non ha mai pagato la mensa, la Milano Ristorazione ha un buco di gestione pazzesco (mi chiedo cosa, appartenente al Comune di Milano, non sia sull'orlo della bancarotta), e allora hanno pensato di aumentare le tariffe. Hai capito? Invece di andare a cercare chi non paga, tirano mazzate a quelli che pagano".

Il ricordo va ad una lettera minatoria che ricevemmo due anni fa, nella quale si affermava che, se nostro figlio fosse risultato inadempiente nel pagamento delle rette della mensa, non avrebbe potuto effettuare l'iscrizione all'anno scolastico successivo.

L'epilogo sul sistema corrotto e un po' kafkiano, che continua a premiare l'evasore e il furfante, è d'obbligo. Anche alle 17:55 di un nuvoloso pomeriggio meneghino, nel cortile della scuola, mentre aspetto che il piccolo ingegnere esca dalla lezione di basket.

lunedì 15 settembre 2008

15 settembre 2008


Volevo scrivere un post di lode alla Milano Ristorazione, il servizio mensa delle scuole pubbliche di Milano, che quest'anno ha fornito a mamme e bambini un meraviglioso calendario con i pasti serviti a pranzo e, soprattutto, i consigli su cosa preparare per cena, cosa che risolve l'annosa e angosciosa domanda quotidiana di qualsiasi mamma: "Cosa preparo questa sera per cena?".

Poi ho letto sulla newsletter del New York Times che Lehman Brothers ha chiesto la bancarotta. Mi sono sentita male. Voglio dire, Lehman Brothers, non il Credito Cooperativo di Cernusco S/N (che peraltro, in Italia, non fallirebbe mai). Viene da pensare che DAVVERO non ci sono più certezze, a questo mondo. Sparirà dunque anche il tipo metropolitano, faccia da bravo bambino, molto spesso di buona famiglia, capello corto e laurea in Bocconi, che ti dice "Io lavoro in Lehman Brothers", strizzando gli occhi e facendo un sorriso come dire "Guarda quanto sono figo, oltre che bello sono pure intelligente e guadagno un sacco di soldi". Fossette comprese. Che batosta.

Per non parlare di quello che succede sottocasa. Al di là di ogni polemica, una persona è stata uccisa. E questa nostra città diventa solo più brutta e più triste.

Anche il risotto con verdure e frittatina al forno con insalata e verdura di stagione, consigliate dalla Milano Ristorazione, avranno un sapore diverso, questa sera. Un po' meno naif, diciamo. E con uno sguardo un po' preoccupato, quando guarderò i miei bimbi.