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lunedì 26 luglio 2010

Customizzazioni




GuidaMi, la società ATM che gestisce il car-sharing milanese, ha optato per una virata d'immagine e di stile.

Puro understatement, come potete osservare, impatto di stile europeo in un pot-pourri di lingue con il quale si vuole lanciare un messaggio di speranza e rispetto per coloro che si immolano alla causa: "Tua, mia, nostra".

Chissà come mai tutti si giravano a guardarci, fermi in coda o ai semafori.

lunedì 22 febbraio 2010

Due o tre suggerimenti sul car-sharing milanese (in milanenglish, of course)



1.Usability
Cara società gestore, il car-sharing dovrebbe funzionare come il bike-sharing: prendi una macchina, la usi, la lasci in uno dei duecento garage di cui disponi in città. No che uno deve morire, perché deve lasciare la macchina esattamente nello stesso garage in cui la presa. La mobilità è mobile, in città: io potrei avere bisogno di una macchina (mettiamo) dalle 16:00 alle 18:30. Mettiamo che io mi trovi in zona Fiera, dove posso arrivare con i mezzi, e che abiti dall'altra parte. Alle 16:00 prendo la mia macchina in piazza Giulio Cesare (mettiamo), faccio i miei giri, e alle 18:30 la lascio nel posteggio sotto casa. Invece: prendo la macchina alle 9:00 sottocasa, vado in zona Fiera, la lascio posteggiata e ferma per 5 ore (pagando, chiaramente, le ore di utilizzo), la riprendo e sbrigo tutte le commissioni per le quali mi serve la macchina e poi la riporto al garage di partenza, il solo al quale posso fare riferimento. So che la logistica è un'arte complessa: ma confido che l'Azienda di Trasporti cittadina, in questo, sia imbattibile.

2. Sustainability
Cara società gestore, se dai macchine così vecchie ed inquinanti da non poter circolare nella ZTL, che sembra una di quelle cose da Blade Runner ma è il centro di Milano, fai ridere i polli. Una ripassatina al parco macchine con modelli un filo più ecologici non farebbe male. Soprattutto per le idealiste come me, che sono convinte che il car-sharing le porterà ovunque, e poi sotto la Madonnina si accorgono che lì, loro, con quella macchina non dovrebbero starci.

3. Web
Cara società gestore, butta via quell'orrendo sito che hai fatto sa-solo-il-cielo quanti anni fa. Nel profilo utente devi inserire il conteggio di quante ore ho utilizzato la macchina questo mese (e questo c'è, ok), quanto ho speso, quanto avrò in fattura. E poi magari anche un database nel quale raccogli i consuntivi mese per mese, come fanno le banche online. Facciamo una cosa all'italiana: ti presento l'Ing. per una consulenza miliardaria, vuoi?

3. Family-friendly
Cara società gestore, per ora solo i single sono contenti del servizio che offri. Sai, mediamente i single non sono di fretta, ed il sedile posteriore lo usano solo per farci altro, se sono proprio molto sfigati. Le mamme, invece, il sedile posteriore lo usano per legarci i figli. Potresti far sì che le cinture di sicurezza del sedile posteriore funzionino? Grazie. Non chiedo di prevedere la possibilità di dotare le macchine di quei piccoli seggiolini per bambini che possono stare nel bagagliaio, eh? Solo le cinture di sicurezza, tanto per dare un segnale.

4.Participation
Cara società gestore, quando avrai speso fior fiore di milioni (in euro) in super-consulenti che ti diranno proprio queste cose (esclusa, chiaramente, la super-consulenza miliardaria che eventualmente potresti offrire al sigg. Ing.), ricordati di me, e di tutti quelli che vorrebbero poter "parlare" con te, non passare la vita a digitare numeri e cancelletti sul telefono, quando chiamano il tuo call-center, per sentirsi dire che "si danno informazioni solo sulle prenotazioni".

Cordialmente,
la lorenza

domenica 31 gennaio 2010

Car Sharing: i miei primi due giorni



E dunque, dopo aver dato addio alla skassona, l'Ing. decide che invece di acquistare una nuova macchina, avremmo potuto fare il car-sharing: niente più bollo, assicurazione, benzina inclusa nel prezzo, due anni gratis, con la rottamazione della skassona. E il posteggio sotto casa. Cosa vuoi di più?

Campanello d'allarme 1: l'ultima volta che l'Ing. è stato così entusiasta per una nuova iniziativa di mobilità sostenibile è stato quando hanno aperto la fermata del Passante vicino a casa. Com'è finita? Dopo aver utilizzato il Passante tre volte, ha ricominciato ad andare in ufficio in macchina.

Campanello d'allarme n.2: l'Ing. torna a casa e comunica che: le due società che gestivano il car sharing (Guidami e Milano Car Sharing) si sono fuse in un'unica società, controllata da ATM. Mancamento della sottoscritta: ATM è la classica azienda monopolista centralista la cui filosofia può essere riassunta nella massima: tu inizia a pagare, poi vediamo se ti fornisco anche un servizio.

Nonostante tutto, dato che la strada verso il miglioramento dell'umanità procede spedita e senza tentennamenti, travolgendo chi si fa prendere da dubbi poco ecologisti, l'Ing. ha fatto tutte le pratiche e ha concluso l'iscrizione al car-sharing. Tre settimane per l'attivazion. E vabbe'.

Giorno 1.
Prenoto una Ka, tanto per cominciare senza troppi traumi.
Mi arriva una macchina voncia - e vabbe', siamo a Milano, trovatemi una macchina lucente.
Pronti via.
Faccio qualche commissione, poi vado a prendere i bimbi a scuola per le 13.
Salgono in macchina e mi accorgo che dietro è davvero sporca - e vabbe' un corno.
Provo a legarli e mi accorgo che una cintura di sicurezza è rotta.
Inizio ad incazzarmi.
Consegno la macchina, faccio casino con le procedure di rilascio e la Ka rimane lì, sull'ingresso del garage: non si può più mettere in moto, ci manca solo che rimangano chiusi dentro anche i miei figli, a bloccare l'entrata delle macchine. Ben presto dietro di noi si forma una coda strombazzante.
Vorrei solo sprofondare, e invece mi tocca chiamare il call-center.
Dopo 20 minuti buoni, tra minacce mie e del garagista, riusciamo a far ripartire la macchina.
Sono le 14, e finalmente rincasiamo.
Devo riprendere la macchina nel pomeriggio.
Seconda chiamata al call-center per farmi cambiare la macchina.
Mi rispondono che non ci sono altre vetture disponibili e che in fondo che problema c'è, se la cintura di sicurezza dietro non funziona.
Giriamo la città allegramente slegati.
Torna a casa l'Ing. Dato che non ho ancora capito come ottenere qualcosa da lui, ma ho capito perfettamente come farlo incazzare, esordisco con un: "Sai che i tuoi figli oggi hanno girato per la città senza cinture di sicurezza?"
Prima mail di protesta.

Giorno 2.
Prenoto la macchina sul sito.
Quando mi presento a prendere la macchina, non posso entrarci.
Sono già in ritardo per andare a prendere la piccoletta.
Il gestore del garage allarga le braccia: "Noi non possiamo fare nulla, non abbiamo più la chiave per aprirle"
Terza chiamata al call-center.
Mi accorgo che ho sbagliato la prenotazione di un'ora, invece di prenotare dalle 15:30 ho prenotato dalle 16:30.
Facciamo la prenotazione telefonica.
Avrò speso 10 euro di chiamate al call-center e prenotazioni telefoniche, in due giorni.
Prendo la piccola, andiamo a danza, viene la sua amichetta a giocare, devo andare a prendere quell'altro che sta dal suo amico. Una volta arrivata (in ritardo, al solito) a prendere quell'altro, quell'altro non ne vuole sapere di venire via, la mamma mi offre un aperitivo e che faccio, le dico: "Scusa, no, devo riconsegnare la macchina?". No, e facciamo tardi. Consegno la macchina con mezz'ora di ritardo. Non so ancora quanto mi arriverà di pagamento maggiorato. Per inciso, la macchina era sempre quella: sempre sporca, e sempre senza cinture di sicurezza.

Il gestore del garage: "Signora mia, si lamentano tutti da quando l'ha presa in gestione l'ATM, noi prima le avevamo in carico, le pulivamo, ora non possiamo più neanche aprirle"

La mamma a scuola: "Ah, hai fatto il car sharing... Mi spiace!"

Il piccolo ing, tutto orgoglioso, ai suoi amici: "Noi facciamo car-sharing!!!"

La strada verso la mobilità sostenibile è lastricata di buone intenzioni, e molte incazzature, per ora. In compenso la mia anima filosofica ha acquisito un'ulteriore, profonda verità sulla vita: una macchina non è solo un mezzo, è anche un luogo.