"Sei ripetitiva" mi apostrofa la Grande Nonna.
Per la centesima volta, all'ingresso del Disney Store, me ne esco con la solita frase: "Ma possibile che, con tutto quello che fatturano, non possano affittare un negozio più grande?".
Il Disney Store di Corso Vittorio Emanuele è un bugigattolo stretto e lungo che rigurgita merchandising Disney e, alle 13:30 di giovedì 10 dicembre, mamme e nonne assatanate votate alla causa natalizia dei propri pargoli. Oltre alle immancabili sedicenni.
Mentre mi arrabatto nella sezione Principesse, vengo travolta da tre ragazzine.
"Quant'è figo mammamia! Andiamo a vederlo da vicino!!"
Non posso fare a meno di girarmi ad osservare l'oggetto di tali attenzioni. Pensavo a qualche ragazzetto con i capelli impomatati stile High School Musical, e mi ritrovo davanti a Paolo Kessisoglu.
Beh, bello è davvero bello. Intanto, c'ha un fisico della madonnina, per avere 40 anni (avrà 40 anni, no?). Ha delle bellissime mani (porta la fede.... Avete presente la tipica domanda: "cosa guardi in un uomo?!?"). Ma soprattutto: è vestito benissimo. Pantaloni di velluto a costine beige, blazer, sciarpa grigia in tono con il casco (Paolo K. gira in motorino, nel caso interessi), un paio di sneaker scamosciate di una marca così trendy che la sottoscritta, chiaramente, non conosce.
Per non parlare del fatto che sta al Disney Store a scegliere il vestito da Principessa per la (presunta) figlia.
La Grande Nonna, che non ha la più pallida idea di chi sia Paolo K. e comunque, quando si tratta dei nipoti, non guarda in faccia a nessuno, gli sfila da sotto il naso l'ultima pelliccetta di Aurora e ce ne andiamo.
Più o meno lo stesso posto, più o meno la stessa ora, sabato.
Arranco a passo spedito dietro all'Ing. nel nostro sabato di shopping natalizio, siamo in Via dell'Orso. A metà via vediamo una coda molto british, con tanto di transenne. Un fiume di gente.
"Ma cosa c'è?"
"Mah, saranno quelli in fila per entrare nel negozio di Abercrombie&Fitch"
(sappiamo che lo hanno aperto, sappiamo delle code e dei modelli all'ingresso, ma non sappiamo di preciso dove stia, questo posto balzato in testa alle cronache locali)
"Non ci VOGLIO credere. Ci sarà una mostra"
"Credici, caro!"
"Ma figurati..."
(l'Ing. è sempre troppo ottimista, sulle sorti dell'umanità, ma soprattutto per lui abiti, scarpe e gioielli sono di una tale insignificanza, che l'arrivo degli alieni gli sembrerebbe più plausibile di una coda davanti a un negozio di vestiti)
Mentre mi avvicino all'ingresso e intravedo da sopra le teste un modello a torso nudo con addosso una pelliccia, mi si para davanti Zunino IlCostruttore.
Sembra uscito da un film americano Anni Trenta: sguardo torvo, abito scuro, camicia bianca, caravatta nera, un cappotto cammello lunghissimo appoggiato sulle spalle. E un sigaro Avana lungo 15 centimentri in bocca. E' altissimo (ma com'è che sono tutti così alti, nella realtà?) e (cosa che non leggerete da nessuna altra parte, perché sono cose che non si dicono) zoppica vistosamente. E' diretto al negozio, non credo si metterà in coda, però.
L'Ing. è rimasto un po' più indietro.
"Sai chi ti è appena passato sotto il naso?"
"Chi, quello che mi ha dato una spallata con il sigaro?"
"Sì, Zunino IlCostruttore"
"Ma tu lo conosci?"
"No"
"E come fai a dire che è lui?"
"Ma Ing., è su tutti i giornali..."
Il bilancio dello shopping natalizio di questa settimana si conclude dunque con:
celebrities avvistate: 2
regali acquistati: 2
regali ancora mancanti: 10 circa
kg persi arrancando a 2000 all'ora dietro all'Ing: 1
romantiche colazioni da Brek con l'Ing: 1
sosta forzata dell'Ing. davanti alla vetrina di Pomellato: 1
visita forzata della sottoscritta al Darty di San Babila: 1
idee regalo rubatemi dalla Grande Nonna: 2
tempo per acquistare gli altri regali in settimana: 0
tempo per acquistare gli altri regali nel prossimo weekend: 0
ansia per il Natale che si avvicina: 1000.
Per la centesima volta, all'ingresso del Disney Store, me ne esco con la solita frase: "Ma possibile che, con tutto quello che fatturano, non possano affittare un negozio più grande?".
Il Disney Store di Corso Vittorio Emanuele è un bugigattolo stretto e lungo che rigurgita merchandising Disney e, alle 13:30 di giovedì 10 dicembre, mamme e nonne assatanate votate alla causa natalizia dei propri pargoli. Oltre alle immancabili sedicenni.
Mentre mi arrabatto nella sezione Principesse, vengo travolta da tre ragazzine.
"Quant'è figo mammamia! Andiamo a vederlo da vicino!!"
Non posso fare a meno di girarmi ad osservare l'oggetto di tali attenzioni. Pensavo a qualche ragazzetto con i capelli impomatati stile High School Musical, e mi ritrovo davanti a Paolo Kessisoglu.
Beh, bello è davvero bello. Intanto, c'ha un fisico della madonnina, per avere 40 anni (avrà 40 anni, no?). Ha delle bellissime mani (porta la fede.... Avete presente la tipica domanda: "cosa guardi in un uomo?!?"). Ma soprattutto: è vestito benissimo. Pantaloni di velluto a costine beige, blazer, sciarpa grigia in tono con il casco (Paolo K. gira in motorino, nel caso interessi), un paio di sneaker scamosciate di una marca così trendy che la sottoscritta, chiaramente, non conosce.
Per non parlare del fatto che sta al Disney Store a scegliere il vestito da Principessa per la (presunta) figlia.
La Grande Nonna, che non ha la più pallida idea di chi sia Paolo K. e comunque, quando si tratta dei nipoti, non guarda in faccia a nessuno, gli sfila da sotto il naso l'ultima pelliccetta di Aurora e ce ne andiamo.
Più o meno lo stesso posto, più o meno la stessa ora, sabato.
Arranco a passo spedito dietro all'Ing. nel nostro sabato di shopping natalizio, siamo in Via dell'Orso. A metà via vediamo una coda molto british, con tanto di transenne. Un fiume di gente.
"Ma cosa c'è?"
"Mah, saranno quelli in fila per entrare nel negozio di Abercrombie&Fitch"
(sappiamo che lo hanno aperto, sappiamo delle code e dei modelli all'ingresso, ma non sappiamo di preciso dove stia, questo posto balzato in testa alle cronache locali)
"Non ci VOGLIO credere. Ci sarà una mostra"
"Credici, caro!"
"Ma figurati..."
(l'Ing. è sempre troppo ottimista, sulle sorti dell'umanità, ma soprattutto per lui abiti, scarpe e gioielli sono di una tale insignificanza, che l'arrivo degli alieni gli sembrerebbe più plausibile di una coda davanti a un negozio di vestiti)
Mentre mi avvicino all'ingresso e intravedo da sopra le teste un modello a torso nudo con addosso una pelliccia, mi si para davanti Zunino IlCostruttore.
Sembra uscito da un film americano Anni Trenta: sguardo torvo, abito scuro, camicia bianca, caravatta nera, un cappotto cammello lunghissimo appoggiato sulle spalle. E un sigaro Avana lungo 15 centimentri in bocca. E' altissimo (ma com'è che sono tutti così alti, nella realtà?) e (cosa che non leggerete da nessuna altra parte, perché sono cose che non si dicono) zoppica vistosamente. E' diretto al negozio, non credo si metterà in coda, però.
L'Ing. è rimasto un po' più indietro.
"Sai chi ti è appena passato sotto il naso?"
"Chi, quello che mi ha dato una spallata con il sigaro?"
"Sì, Zunino IlCostruttore"
"Ma tu lo conosci?"
"No"
"E come fai a dire che è lui?"
"Ma Ing., è su tutti i giornali..."
Il bilancio dello shopping natalizio di questa settimana si conclude dunque con:
celebrities avvistate: 2
regali acquistati: 2
regali ancora mancanti: 10 circa
kg persi arrancando a 2000 all'ora dietro all'Ing: 1
romantiche colazioni da Brek con l'Ing: 1
sosta forzata dell'Ing. davanti alla vetrina di Pomellato: 1
visita forzata della sottoscritta al Darty di San Babila: 1
idee regalo rubatemi dalla Grande Nonna: 2
tempo per acquistare gli altri regali in settimana: 0
tempo per acquistare gli altri regali nel prossimo weekend: 0
ansia per il Natale che si avvicina: 1000.