domenica 29 marzo 2009

Quello che le donne si chiedono


Lei deve uscire per lavoro, ha un incontro fuori milano alle 21:00.
Lui torna a casa per tempo, è sempre molto disponibile quando si tratta di supportare la moglie precaria con i suoi precari e strampalati impegni di lavoro.

Lei torna a casa alle 23:30 (lui aveva già chiamato, impensierito, dubitando della durata di queste conferenze da oratorio)
Lui è stravaccato sul divano.
Insieme danno l'antibiotico ai bambini ammalati.

Poi lei svuota la lavatrice, stende i panni,sistema alla bell'e meglio la cucina, si fa una tazza di latte caldo con i biscotti, che non ha ancora cenato.
E, mentre traffica tra panni umidi e pentoloni con il riso bollito appiccicato, a un certo punto si affaccia alla sua mente una domanda: "Perché?"

Lei si chiede perché la normalità consista nell'arrivare a casa a qualsiasi ora del giorno e della notte, e mettersi a svuotare la lavatrice, mentre la normalità per lui sia stravaccarsi sul divano.

Perché lei sa che, se si fosse ricordata di chiedere: "Svuoti la lavatrice?", lui l'avrebbe sicuramente fatto. Ma se non glielo chiede, la lavatrice rimane un oggetto nascosto e dimenticato, così come il cesto dei panni sporchi.

Lei ha capito che non è tanto una questione di "fare", quanto una questione di "pensare". L'ha capito da quando lui ha cambiato ufficio, e sotto il suo ufficio c'è un supermercato, per cui lei ogni tanto gli chiede di fare la spesa, e la domanda che si sente invariabilmente rivolgere è: "Cosa devo comperare?".

Lei ha anche imparato a stare zitta, quando alla suddetta domanda la risposta è "Fai tu" e poi si ritrova il frigo pieno di ravioli, insaccati e cibi precotti di dubbia provenienza.

All'inizio lei pensava (e in parte ne è ancora convinta) che la colpa fosse di tutte le donne che, martiri del focolare, esautorano il poveretto rispetto a qualsiasi tipo di partecipazione responsabile alle vicende domestiche. Insomma, uno scettro ottenuto con il martirio. Regine scontente, ma pur sempre regine.

Poi questa spiegazione non l'ha più convinta. Le è rimasta solo una domanda, e nessun universo interpretativo di riferimento.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

cavolo questo post avrei potuto scriverlo io
pazzesco ma allo stesso tempo rincuorante
manu http:/vyrtuosa.giovani.it

Alessandra ha detto...

Guarda, c'è anche chi, nell'attimo in cui vuole far qualcosa e prende l'iniziativa, ti lava dei maglioni di lana a 40°...

"E poi mi dici che non faccio niente!!"

milanoelorenza ha detto...

manu, siamo tutte sulla stessa barca: questo post lo devo ad un'amica, che mi ha raccontato una scenetta del tutto simile!
ale, questa frase è topica di fronte a qualsiasi tipo di notazione... Forse il sacrificio di un maglione servirà alla causa...

Anonimo ha detto...

Ci sono cose e cose. Cose da lui e cose da lei. Noi viviamo in Inghilterra, lo devo dire dall'inizio perche' sia chiaro che quando dico che dividiamo tutto lo dico per davvero, non devo chiedergli di fare i piatti dopo mangiato, o di spolverare e passare l'aspirapolvere sul carpet, o di cucinare, specie questo (e cucina bene!). Anzi, a volte e' lui che deve ricordare a me le cose, io magari immersa a leggere un mommyblog :-) Ma la lavatrice e' oltre la sua circoscrizione, non c'e' nulla da fare. Se viene una bella giornata lui non pensera' a stender fuori il bucato. Cosi' come io d'altro canto non pensero' a tagliare l'erba, semplicemente non mi verrebbe in mente.
Supermambanana

piattinicinesi ha detto...

queste domande me le sono poste per un anno intero, poi ho deciso di passare al contrattacco. chiedo esplicitamente che altri facciano delle cose per aiutarmi (marito, nonni) ed entro nei dettagli.
va un po' meglio (un po')

lorenza ha detto...

è vero supermambanana, anch'io vengo costantemente accusata di attentare alla vita delle piante sul balcone, di cui mi dimentico completamente,
ed è vero, piattins, bisogna saper chiedere - è una grande lezione che ho imparato in questi anni, sebbene chiedere mi costi sempre - io chiedo, chiedo, ma la "fatica del pensiero" rimane, soprattutto per una che si dimentica tutto, anche di chiedere...

MammaNews ha detto...

guarda scrivevo un commento proprio l'altro giorno su questa questione e praticamente dicevo le stesse cose tue. Non si tratta di collaborazione: molte di noi hanno compagni molto rpesenti e collaborativi ma se non ci siamo noi di testa loro non ci sono proprio. Noi non stacchiamo mai la spina del cervello e dobbiamo sempre ricordarci cosa va fatto e magari poi chiederlo a lui che lo farà certamente. Di sicuro loro sono meno stressati di noi da questo punto di vista. perchè accade? secondo me è una incolmabile differenza di genere.
francesca

Mamma Imperfetta ha detto...

In parte l'essenza degli uomini è differente, sia da un punto di vista organizzativo-pratico che di agilità mentale. E su questo non si può dissentire (chiedete ad un padre di fare tutto quello che in una giornata fa la madre).

In parte è "colpa" delle mogli che si piegano a certi meccanismi, che decidono che piegarsi è più rapido che s-piegarsi.

In parte è "colpa" delle madri. Madri che hanno trattato i figli maschi in un determinato modo, che li hanno assecondati, stracoccolati, viziati, iperprotetti.
E su questo ultimo punto, io da madre di maschi, sto già lavorando.

I miei figli (quasi 5 e quasi 3 anni), si spogliano e ripiegano i vestiti, si rifanno i letti, sparecchiano, puliscono dove hanno sporcato, riordinano.
Non vorrei mai crescere dei menomati di cui le future nuore si potranno lamentare.

:-)
Ciao
Silvia

milanoelorenza ha detto...

sì, sicuramente è una questione di genere ed è una questione di educazione... e mentre scrivevo questo post, mi sono anche chiesta: "Perché le donne continuano a chiedersi il perché?"

Rita ha detto...

ahahahah è vero anche mio marito se gli chiedo qualcosa non mi dice mai di no (sempre se non se ne dimentica...) ma non gli verrebbe Mai in testa di farlo da solo!!!

valewanda ha detto...

difficile non generalizzare di fronte a questo post... è sempre così! però io la lavatrice la lascio anche lì, e mi dico, come Rossella Ohara: "Domani, domani", e mi metto al pc

giuliana ha detto...

a casa mia la situazione è precipitata da quando non esco più per andare a lavorare.
perchè? mi sono data spiegazioni di carattere sociologico, ma porca paletta! quando mi ricordo, faccio come piattini, dò indicazioni precise. e poi... che il cielo me la mandi buona

Marilde ha detto...

E' proprio la questione del "pensare" che fa arrabbiare noi donne, Il doverlo dire. L'altro non ci arriva, per conto suo. Come Piattini, io e tante amiche abbiamo rinunciato a sperare che ci pensino e...diamo indicazioni precise!
Ciao!

bstevens ha detto...

da noi i ruoli sono invertiti, almeno per la lavatrice: gaaaasp!