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domenica 22 gennaio 2012

Tutto quello che avreste voluto sapere sullo sciopero dei tassisti e nessuno vi ha mai detto




A leggere i giornali, sembra che con la liberalizzazione di taxi e farmacie l'Italia diventerà improvvisamente un Paese liberale.

Venerdì mattina, ore 6.05
"Ehm... C'è un taxi?"
"Signora non lo so, proviamo a chiamare"

Al terzo tentativo ne trovo miracolosamente uno.

"Guardi che la lascio dietro, in fondo, non devo farmi vedere"

Va bene qualsiasi cosa, e così iniziamo a chiacchierare. Il tassista krumiro (che a me poi vengono sempre in mente i biscotti) mi racconta che lui è in servizio perché, in fondo, che gli frega: il titolare della licenza vuole mollare e lui è la seconda guida, sta già cercando un altro lavoro. Che a Roma si sono incazzati perché i rappresentanti del sindacato hanno chiesto di tornare a lavorare, senza spiegare a quale accordo fossero giunti.

Sulle licenze condividiamo il punto di vista che è come se io avessi acquistato una casa a 100 mila euro, e poi il governo decide che la mia casa vale la metà. E così attacca la tiritera sulla povertà dei tassisti: le licenze costano l'iradiddio, e non ci sono più i margini di guadagno di una volta. Che, se dieci anni fa una licenza te la ripagavi in cinque anni di lavoro, oggi ce ne vogliono almeno dieci. Che, se lui fosse uno che ha appena acquistato la licenza, altro che scendere in piazza.

"Perché poi la sa la verità? Dietro a tutta questa manovra c'è Confindustria, che vuole mettere le mani sui taxi"

Mi spieghi meglio, per favore.

E così scopro che la contropartita offerta ai tassisti con licenza è una seconda licenza gratuita. Faccio velocemente un conto e realizzo che un tassista che detiene la licenza, in questo modo, avendo 3 dipendenti (una seconda guida sul suo taxi e due sulla licenza a gratis) potrebbe improvvisamente trasformarsi, di fatto, in un imprenditore. Con due macchine e turni coperti sulle 24 ore.

Inizio a smoccicare qualcosa su persone fisiche, società, dipendenti, ma siamo arrivati. I quesiti da commercialista alla prossima volta.

"Ma la ricevuta me la può fare lo stesso?"

Vedo il presidio dei taxi, tutti al buio, e mi chiedo se è possibile obbligare le persone a diventare imprenditori.

E ce ne sarebbe un gran bisogno, questo sì, ma continuo a chiedermi come si fa.

venerdì 13 gennaio 2012

#Buongiorno

"Dai topo muoviti, che tra due anni a quest'ora devi essere già a scuola"

"Mamma, ma alle medie bisogna studiare tanto?"

"Beh, dipende dalla scuola media. Ma immagino di sì"

"Allora io voglio andare in una scuola media dove non si studia tanto"

"Per carità. Già le medie sono una scuola scombinata..."

"... E poi voglio fare il liceo artistico"

"Al massimo ti mando a fare la scuola di fumetto. Di pomeriggio."

"Ma io non voglio fare i fumetti. Io voglio disegnare."

Non ho ancora bevuto il primo caffè della giornata, e mi trovo a blaterare sull'importanza della cultura.

"E tanto non mi serve la cultura perché so già cosa voglio disegnare"

Poveri noi.

mercoledì 11 gennaio 2012

Date a Vodafone ciò che è di Vodafone

Cari lettori,
             al terzo commento del post precedente il mio telefono è resuscitato, con tutti i suoi aggiornamenti. Potenza del Web.

In questo momento sto solo cercando di capire come recuperare la rubrica, ma man mano che passano le ore la ricerca appare un caso disperato. Forse dovrei rivolgermi a Barbara D'Urso.

E mentre trascorrevo 20 minuti in fila al negozio delle capsule svizzere del caffè che manco dal panettiere, continuavo la mia riflessione sui consumi indotti di beni assolutamente inutili, costosi e voluttuari e il legame con la soddisfazione e la gratificazione personale, iniziata ieri sera mentre cincischiavo con il rinvenuto telefono.

Nel tentativo di capire se è possibile stanare la rubrica ho chiamato il call center, che al termine della conversazione mi ha avvisato che entro 24 ore riceverò una chiamata per chiedere una valutazione della qualità e cortesia del servizio. La signorina mi ha chiesto gentilmente di considerare la sua cortesia, anche se non è stata in grado di aiutarmi, purtroppo. 

E poi mi è arrivata (per tutt'altri canali) una mail zuccherosa in cui mi viene presentato questo progetto di Fondazione Vodafone, davvero notevole: World of Difference.

Ma com'è che sanno sempre qual è il tuo punto debole?

martedì 10 gennaio 2012

Vodafone, tutto (il caos) intorno a te



Questo è un logo che tutti conosciamo.
Sul copy Tutto intorno a te si potrebbero scrivere pagine e pagine di sociologia sulla contemporaneità.
Mi limiterò a farvi solo riflettere su questo piccolo particolare.
Tutto intorno a te sottointende, ma non esplicita.
Tutto, cosa? Cosa c'è intorno a te?

Benvenuti nel mondo Vodafone.
Dove il sottointeso, il sotterfugio, e il caos regnano sovrani.

L'unica cosa che arriva puntuale sono le fatture, e il blocco della linea se ti scordi di pagarle (oltre all'impareggiabile ragazzo del call center che una volta, alla domanda: "Ma quanto tempo ci impiegate a ridarmi la linea?" rispose "Secondo una linea gaussiana che va dalle 4 alle 24 ore, signora". Glom! direi, se fossi Paperina).

Il call center è stato studiato con grandissimo dispendio di geniali menti, sicuramente strapagate, in modo tale da disilluderti dal riuscire a parlare con essere vivente, se non dopo aver trascorso almeno 20 minuti digitando numeri a caso.

"Può mandarmi gli estremi del mio contratto?"
"Sì signora"
Arriva una mail con l'offerta alla quale ho aderito.
Tutto intorno a te.


"E quindi le chiamate dall'estero non valgono per raggiungere il monte ore stabilito"
"Ma questa cosa dove sta scritta, scusi?"
"Ah... Ehm... Va bene, per questa volta gliela abbuoniamo"
Tutto intorno a te.

"... E quindi, signora, si deve rivolgere a un punto Vodafone One"
"E mi può dire quali sono a Milano?"
"No, mi spiace, noi non possiamo saperlo"
Tutto intorno a te.

Che se chiami il call center, parli con ragazzi che fanno il loro lavoro benissimo.
Poi sei tempestato di telefonate di customer satisfaction: Signori Vodafone, i ragazzi del call center sono bravi. E' il sistema che non funziona, ma voi una domanda sul sistema non ce la farete mai. Piantatecela di romperci i coglioni ogni volta che ci azzardiamo a chiamare il call center.

Mi si rompre l'hardware (chiamiamolo così) del telefono
Vado al Punto VodafoneOne1
"Questo telefono va mandato in assistenza. Ma lei non ha la Casco, quindi deve pagare"
Quando ho fatto il contratto qualcuno mi ha forse informato dell'esistenza di questa polizza?
Tutto intorno a te.

Al Punto VodafoneOne2
"Ma no signora, è inutile mandarlo in assistenza, le dò l'indirizzo di un negozio che vende ricambi"
Ancora al Punto VodafoneOne2
"Il suo collega mi ha detto che mi dava l'indirizzo per il ricambio del pezzo"
Sguardo perso
"Ehm... Il mio collega chi? Ma aveva i capelli lunghi o corti?"
"Ok, azzeriamo. Mi si è rotto il cellulare, cosa devo fare?"
"Non lo so"
Segue consulto generalizzato di tutto lo staff del Punto VodafoneOne2
"Vada lì"
Tutto intorno a te (ma sempre più lontano)

Il 22 dicembre mi muore il telefono.Ritorno al Punto VodafoneOne2
"Non si accende proprio più, va mandato in assistenza. Ce l'ha il foglio di consegna del telefono?"
"Che?"
"La bolla di accompagnamento di quando le è arrivato. Perché sennò non possiamo sapere se è ancora in garanzia."
"Assolutamente no, ma lo sapranno bene quando me l'hanno spedito".
"Mah, speriamo"
Tutto intorno a te.

Il 4 gennaio squilla il telefono, quello glorioso da 30 € preso in Salento.
"Ok, vengo a ritirarlo lunedì, ma lunedì fate orario continuato?"
"Sì signora certo"
Arrivo alle 13:28. Il negozio è già chiuso, riapre alle 15:00.
Che con Tutto intorno a te posso stare un'ora e mezza a ciondolare lì davanti.
Ma dentro ci sono ancora dei clienti e quindi mi piazzo da guerrigliera davanti alla porta. Dovranno pur uscire, i clienti.
La porta si apre, sono pronta.
"Devo ritirare un telefono"
"Ce l'ha il foglio di consegna?"
Cazzo. Ma com'è che sanno sempre il tuo punto debole? Il foglio di consegna sta nell'agenda. L'agenda sta sul tavolo della cucina.
"No senta ho qui tutto, Sim, memoria, carta d'identità"
"Mi spiace senza foglio di consegna non possiamo fare niente"
"Siete peggio delle Poste" (con rispetto parlando per le Poste, direi)
Tutto intorno a te.

Ritorno.
"Eccolo, hanno fatto un aggiornamento"
"Un aggiornamento? Ma se non si accendeva più!?!"
"Mah, evidentemente c'erano problemi di aggiornamento"

Torno a casa, rimonto il tutto e metto in carica.
E, secondo voi, il mio cellulare funziona?
Ah, ma mi è già arrivato un sms: "La sintassi non è corretta. Contatti il numero gratuito 42070"
Tutto intorno a te.