lunedì 12 ottobre 2009

La solidarietà delle donne


Adesso ve la racconto io, a modo mio.

Siamo un team di lavoro: un team leader (uomo, chiaramente), la sua collaboratrice ed io. Messa in quel progetto per cause di forza maggiore: il mio "capo" voleva una sorta di watchdog, e quindi mi ha infilato lì. Ero l'outsider, per intenderci. O la tappabuchi, per come la vedo io.

Fatto sta.

Mesi d'inferno: mail mai scritte che sosteneva di avermi mandato, appuntamenti di cui si dimenticava di avvisarmi, lavoro fatto da me che "casualmente" non veniva salvato e finiva nel dimenticatoio. Il tutto, chiaramente, condito dai sorrisi più candidi e dalle formalità più mielose, e da una dislocazione geografica che comprende l'intera Pianura Padana.

Finché. In uno scambio di opinioni sull'andamento del progetto e sulla divisione dei compiti e del lavoro, ho detto in modo chiaro e netto che io NON ero quello-che-voleva-essere-lei, NON avevo nessuna intenzione di diventarlo e nella vita FACCIO tutt'altro, senza peraltro che nessuno me lo chiedesse.

La quiete dopo la tempesta. Nel frattempo lei ha trovato un progetto che le interessa di più: e indovinate chi si smazza il grosso del lavoro, questa settimana.

8 commenti:

Silvia ha detto...

Fino a qualche mese fa mi arrabbiavo con mio marito quando diceva che lavorare con le donne e' terribile ...lui ha maggioranza di colleghe in ufficio ...nel posto dove lavoro da qualche mese ho trovato un ambiente terrificante ...anche qui tutte donne dalle quali guardarsi le spalle...un covo di vipere ...a me non rivolgono mai la parola e fanno di tutto per non farmi lavorare ...ho scritto un post proprio la scorsa settimana a proposito di questo ...ti invito a leggerlo se ti va' !!!!! Intanto buon lavoro !!!

M di MS ha detto...

Io con le donne ho avuto purtroppo esperienze di lavoro terrificanti e mi dispiace molto dirlo. Le ho avute come cape e come sottoposte e non ho fatto incontri fortunati. Magari è stato solo un caso. Con il capo maschio dell'ottocento ho imparato un sacco, ma poi si è rivelato troppo maschilista e mi ha fregato. Bah, è una bella gara!

valewanda ha detto...

leggendo M di Ms, mi chiedo veramente cosa sia meglio. Io, che al momento non ho più sottoposti ma solo colleghi e colleghe, in effetti dalle donne vedo spesso certi scarica barile da far paura... oltre che polemiche a manetta....

MAQ ha detto...

lasciala perdere: quella lì è solo una stupida zabetta!

Lanterna ha detto...

Io ho un po' questo timore nei confronti delle (forse) mie future colleghe della segreteria di Medicina. Ho paura che mi vedano come l'ultima arrivata che si prende il gran titolone (Manager Didattico, che significa fare da baby sitter ai docenti). Speriamo che siano più intelligenti di così e che, nel caso, riusciamo a chiarirci.

lorenza ha detto...

A me stupisce letteralmente, questa cosa: perché poi il dramma è che alla fine è una guerra tra poveri (anzi, povere!). Così quando il "capo maschio dell'ottocento" ti silura ha pure il gioco facile...
@Silvia: letto!
@MAQ: :-)) potrei provare
@Lanterna: in bocca al lupo (non so se più per i docenti o per le colleghe... ;-)

extramamma ha detto...

Anche le mie esperienze in un giornale femminile con le colleghe sono state terribili, in un altro giornale dove la maggioranza dei colleghi erano uomini c'erano altri problemi, ma più sincerità e meno sotterfugi.

lorenza ha detto...

:-) anch'io ho sempre avuto questa impressione: gli uomini sono capaci di mandarsi a quel paese, e cinque minuti dopo si torna a lavorare senza problemi. Tra l'altro, essendo cresciuta in mezzo agli uomini, diciamo che ero stata più educata a questo tipo di approccio che alle moine con il pugnale nascosto sotto la giacca. Ma se devo moineggiare, ah beh, allora, à la guerre comme à la guerre!