lunedì 20 luglio 2009

Ciao bimbi, fate i bravi


Ultima spiaggia, sotto un sole accecante:
"Ma loro ci stanno, con i nonni?" mi chiede mamma-di-due.
"Ehm... beh... Sì, ecco... Sai, in fondo a Milano si annoiano da morire, ormai tutti i loro amici sono partiti, per cui sicuramente qui si divertono di più", tento una risposta almeno un po' veritiera e molto diplomatica, mentre l'amica di casa-loro origlia, facendo finta di prendere il sole sul lettino lì di fianco.

Interno sera, 21:30. Dopo aver controllato con la webcam la situazione, l'ingegnere decide che si può partire: l'autostrada sembra incredibilmente vuota. I bambini ci accompagnano alla macchina per i saluti, il piccolo ingegnere ributta indietro qualche lacrima, la piccoletta mi bacia e abbraccia.

Ciao bimbi, fate i bravi.

Saliamo in macchina, accendiamo la radio: in autostrada c'è coda ovunque.
Ma... E la webcam?

Per fortuna, prima di ritrovarci imbottigliati senza scampo, scendendo verso l'ingresso dell'autostrada, osserviamo la situazione dall'alto: una striscia interminabile, e immobile, di lucine rosse. Un serpentone che lascia ben poche speranze. L'ingegnere decide che si torna indietro.

"Sei sicuro che non vuoi partire domani mattina?", domanda ripetuta almeno dieci volte.
"No", risposta ripetuta, con vari corollari, altrettante volte.
"Ora vedi tua madre come si incavola".

Che per me significa: ora ritorniamo e vedi poi che scene fanno i tuoi figli, che abbiamo già passato quasi incolumi lo strazio dei saluti, e adesso siam di nuovo lì e ricominciamo tutto daccapo. In più, sono stanchi stravolti.

"Cucù!!"
"Siamo ancora qui!!"
I nani stanno guardando la TV. Dopo un po' spegniamo, giochiamo con i Lego, pigiama, denti. Ed è allora che il piccolo ingegnere scoppia in un pianto dirotto, a singhiozzi.
"Ma tu a Milano me l'avevi promesso!!"
"Cosa?!?"
"Che poi .... (tira su con il naso) non sentivo (singulto) la nostalgia..."
"Ma amore, mi hai detto tu a Milano che volevi venire, poi pensa in spiaggia come ti diverti... Allora facciamo così: che ogni volta che senti la nostalgia della mamma disegni un cuore sul tuo diario, ok?"
"No, ti chiamo con il cellulare dei nonni"

Ok, io sono sempre la solita romanticona ottocentesca.

Poi, tra un "calmati" e un "vedrai", l'illuminazione: "Guarda che anche tu mi mancherai un sacco, cosa credi?". A quel puntoil piccolo ingegnere si calma, almeno un po'.

La piccoletta, che dal canto suo strillava "Voglio anch'io i capelli della mamma!!!!" a quel punto capisce la manfrina e attacca con un irresistibile:
"Mamma, sento già la tua mancanza!!!!".

Abbiamo perso il controllo della situazione. Tentiamo di farli addormentare, ma in queste condizioni è un'impresa disperata, fino a quando decido che allora partiamo. Il nonno capisce, spegne la TV e arriva a controllare la situazione.

Ore 22:39. Ci salutiamo di nuovo, chiudono la porta dietro i loro mille "Ciao!" e ce ne andiamo. Verso la macchina:
"Te l'avevo detto, che sarebbe finita così!!"
"Ma quando?!? Non mi hai detto proprio niente!!"
Tento una difesa disperata, e intanto mi rendo conto che sì, forse un "tua madre si incazza" non era proprio un messaggio trasparente.

Ore 2. Siamo a Milano, mi trascino verso il letto (nonostante abbia dormito per buona parte del viaggio). L'ingegnere tira su la tapparella e va a controllare le sue piante. Nella stanza accanto, nessun bimbo da andare a controlare.

A colazione leggo il manuale del genitore autorevole, alla ricerca di una qualche risposta. Vero che questo strazio è normale e, in fondo, sano, e che non dura più di una mezz'ora prima di addormentarsi, e che stare al mare con i nonni per qualche giorno può solo essere una bella esperienza, per due bambini? Non ho trovato risposta.

3 commenti:

Marlene ha detto...

la comunicazione uomo donna ha sempre qualche problemino..

My ha detto...

cosa sarebbe questo manuale del genitore autorevole?????
ne ordino un container...

lorenza ha detto...

@Marlene: davvero, ogni tanto sembriamo i protagonisti della Cantatrice Calva di Ionesco!
@My: niente po' po' di meno che: Enciclopedia del genitore di Italo Farnetani, Mondadori... Mi è capitato sottomano per una recensione, e ogni tanto lo sfoglio. Ma, come in buona parte dei manuali, non trovi mai le risposte che cerchi... ;-)