martedì 12 maggio 2009

Bimbimbici (post postumo)


Domenica 10 Maggio 2009.
Milano, Corso Matteotti, ore 9:30. Andiamo a Bimbimbici, i bimbi potranno, per qualche ora, pedalare per strada senza macchine. Una cosa mai vista.



Intro: sistemi educativi a confronto, anche qui
Al banco per l'iscrizione. Arriva una vecchia (vecchina sarebbe stato più delicato, ma la stazza da pugile non giustifica purtroppo un simile appellativo) a chiedere l'elemosina, in modo molto insistente. Le Dame Organizzatrici si innervosiscono, ma non hanno il coraggio di mandarla via in modo sgarbato.
Io, ormai, ho dei riflessi condizionati. Per cui inizio a contrattare:
"Signora, io le do le monetine, però poi mi promette che se ne va, eh? Lo vede che mette in imbarazzo le Dame Organizzatrici".
Mi sto comportando come se avessi davanti un bambino, anche il tono è quello accondiscendente di chi cerca di convicere. Le dò le monetine e, esattamente come succede con i miei figli, non ottengo un bel nulla. La vecchia passa un po' oltre, continua con la questua e incrocia un'altra mamma, la quale ha evidentemente interiorizzato un metodo educativo-comportamentale completamente diverso:
"No, non gliele do le monetine, signora, lei NON SI RENDE CONTO di quello che noi stiamo facendo oggi, STIAMO FACENDO UNA COSA IMPORTANTE, IMPORTANTISSIMA, UNA COSA PER TUTTI I BAMBINI DEL MONDO!!!!"
La vecchia sgattaiola via, ed io con lei. Mi rimane solo l'ormai incrollabile certezza che, ad essere megalomani, in questo Paese, si ottiene sempre qualcosa. E che devo cambiare il mio metodo educativo, a beneficio del mio portafoglio e della mia autostima.

Svolgimento: tra disincanto e rivoluzione
Non siamo pochi, non siamo tanti (Beh certo sai, se organizzi in un weekend di maggio, sai che poi la gente va via per il weekend). Partiamo con qualche minuto di ritardo, a causa della Avon Running, che si corre lo stesso giorno. Essendo Milano un paesello di tre strade, ovviamente le due manifestazioni si incrociano in Piazza San Babila, esattamente nello stesso momento. Così iniziamo uno stop and go di mezz'ora: passiamo noi, si fermano le maratonete, passano loro e ci fermiamo noi. Giusto per "scaldare i motori", penso io, poi si andrà. E invece no. Fino a Porta Venezia, passando per i vialoni, si va a singhiozzo. Il piccolo ingegnere è contento ma un po' frastornato, la piccoletta con il ciuccio in bocca si gode la scarrozzata.
Mentre andiamo, li sento.
PEEEEEEEEEEE PEEEEEEEE PEEEEEEEEE
Sono i clacson delle macchine ferme, bloccate dal passaggio della manifestazione.
Mai un suono ha provocato in me contemporaneamente così tanta tristezza, e così tanta rabbia.
Tristezza per un popolo di arricchiti che con la macchina deve sempre e comunque arrivare fin sotto alla Madonnina. Fa niente se ha il culo grosso e poi muore di cancro.
Tanto poi sono i bimbi che hanno la bronchite cronica, mica loro, che vanno a svernare alle Seychelles.
Rabbia per la violenza, per l'insofferenza, per la presunzione, per l'ignoranza, per la fretta anche di domenica mattina.
Tanto lo so che loro pensano che chi va in bicicletta è solo un presuntuoso da tirare sotto come si fa con i birilli.
Mentre finalmente riusciamo a pedalare per 600 metri di fila, non posso fare a meno di pensare a Critical Mass. A Milano era (è? Mah!) il giovedì, la sera del raduno e dello scorazzo in bicicletta. Prima ancora che nascesse il piccolo ingegnere, volevo scrivere un articolo su di loro e, dato che nessuno poteva parlare per tutti, ero stata inserita nella loro mailing list. Da osservatore esterno e silenzioso, mi erano piaciuti un sacco: perché uno, a portare avanti una battaglia sociale, si deve anche divertire, e loro si divertivano (si divertono? Penso di sì). Poi però non ho scritto nessun articolo, e una sera, tempo dopo, li abbiamo incrociati (noi eravamo in macchina, per dire). Insomma, oggi mi sento un po' mamma-critical mass.

Conclusione: ... Ma neanche questo? Mi raccontavano che l'organizzazione della Maratona fosse stata "abbastanza pessima", con tanto di maratoneta professionista che rischiava di essere messo sotto da un tram meneghino. L'organizzazione di Bimbimbici non è stata migliore, e non credo affatto per colpa degli organizzatori, pochi ed encomiabili. Andare a Bimbimbici mi ha fatto rendere conto di due cose.
Primo: che il Comune di Milano non è in grado di gestire due manifestazioni contemporaneamente, chiudendo il centro alle macchine e dirottando il traffico. E mi sembra che la cosa si commenti da sola.
Secondo (punto in cui mi contraddico da sola, al solito): è vero, il tessuto sociale di questa città è sfilacciato, siamo alla guerra dei SUV. Banalità, frase ad effetto che si ripete da ormai non sappiamo più quanti anni. Ma quando lo tocchi con mano, e ci vivi dentro, è tutta un'altra cosa. Ma poi ti guardi intorno e vedi i bimbi in bici, e come fai a non pensare che invece no, che invece c'è una possibilità e una voglia di condividere?!?

Comunque. Vorrei finire in bellezza, così da non dare ragione ad una mia vecchia amica, la quale mi diceva che mi piacciono solo i film che finiscono male. Per cui ecco due notizie a corollario, inviatemi dall'ingegnere lunedì mattina, con il suo sorrisetto ironico. Il subject della mail era: per il post sulla bici.

Paura al Parco Sempione, crolla un albero (esattamente nel punto in cui è arrivata la manifestazione)
Il mezzo più pericoloso? La bicicletta (no comment, la custodia dei miei figli mi sarà tolta prestissimo).

4 commenti:

supermambanana ha detto...

ma guarda, pensa un po', e cosi' il mezzo piu' pericoloso e' la bicicletta, non l'avrei mai creduto. Interessante, molto interessante.... AAAARGH la stima per i nostri giornalisti e' ormai un concetto astratto. E CE CREDO che ci si ammazza in tanti bicicletta, VISTO CHE CI STANNO I DEFICIENTI SULLE MACCHINE! Di questi quindicimilasettecentotredici incidenti, quanti coinvolgono bici SOLTANTO? Che so, due ciclisti che corrono all'impazzata (!) e si incagliano fra loro? Un ciclista che si butta giu' da un dirupo? Che si schianta su un albero? Si impenna sulla tangenziale? Oh, c'mon, ma un servizio UNO di informazione vera non lo sanno proprio fare?

MAQ ha detto...

a proposito degli automobilisti bloccati dalla manifestazione: al paesello del mio papà, nello sprofondo del profondo sud, ogni tanto, sul più bello, da una chiesa ESCE LA PROCESSIONE, senza nessun avvertimento.
e quelli che si trovano in macchina, bloccati dietro santo e fedeli, in genere non se la pigliano nemmeno troppo.
ma è un altro mondo!

chiara ha detto...

Ciao abiamo partecipato l'anno scorso a bimbi in bici, ma quest'anno non eravamo in città e non siamo andati.
peccato a sapere che c'eravate anche voi!!

lorenza ha detto...

@supermambanana: che ridere...e quanto hai ragione!!
@MAQ: ... mi servi sul piatto d'argento un commento in linea con l'anticlericalismo galoppante, in questo periodo da queste parti, ma... non cadrò in tentazione ;-)
@chiara: Bimbimbici 2010?