mercoledì 19 gennaio 2011

L'intellettuale e l'empirica: parametri educativi a confronto

Il post di oggi di M di Ms mi dà lo spunto per un post che volevo scrivere da un sacco di tempo, e che è una riflessione semiseria sulle grandi domande dei bimbi e sulla grande differenza che ogni bimbo porta con sé.

Mio figlio, l'intellettuale.
Mio figlio, all'asilo nido, era stato ribattezzato dalla sua maestra "l'intellettuale della classe": un bimbo silenzioso, tranquillo, che arrivava, andava a prendere i libri e si metteva a "leggere". Al secondo anno di asilo, avendo un nonno in cielo (mio padre), ha iniziato a domandarsi e a domandarci cosa volesse dire, e dove stava poi 'sto benedetto cielo dove stava il nonno. A cinque anni ha passato un anno a elaborare il concetto di infinito. Per lui l'"oltrecielo" (comunemente detto Paradiso) è, come dire, un "dato di fatto": non ne ha mai posto in questione l'esistenza, così come l'esistenza di Dio o il fatto che Gesù fosse figlio di Dio. Insomma, quei concetti religiosi fondamentali che abbiamo deciso di trasmettergli, insieme all'educazione religiosa che abbiamo scelto per lui.

Mia figlia, l'empirica.
Una delle massime disperazioni di mia figlia è di essere la più piccola, perché sarà anche l'ultima a morire (abbiamo cercato di spiegarle che non è così matematico, ma non c'è verso). Un giorno mi ha chiesto dove fosse il nonno. "In cielo", le ho risposto, pensando che la risposta potesse essere sufficiente, come era stato per il primogenito. Niente da fare, 'sto benedetto cielo oltre il cielo proprio non lo capiva. "E come faccio a vederlo?" "Non si vede" "Ma se non si vede come fai a sentirlo, il nonno?" "Lo senti qui", e le ho indicato ilo cuore. Si è messa a strillare come una forsennata "Noooooooonnnnnno" all'altezza del mio sterno. Eravamo in un ristorante. Che in Chiesa ci sia Gesù è pura fantascienza, per lei. E l'ultima volta ha avuto da ridire sulla raccolta delle offerte durante la Messa ("Ma se noi diamo i soldi a loro poi noi rimaniamo senza soldi e loro si prendono tutti i soldi"... Come darle torto?). Stiamo leggendo un libro su Ulisse, e giusto ieri sera mi ha chiesto che fine hanno fatto Zeus e compagnia bella. Sono morti? Ma non erano dèi? (su questo punto ho avuto non poche difficoltà, lo ammetto).

Queste differenze mi colpiscono molto, e trovo che siano una sfida molto intrigante soprattutto per me, che condivido l'approccio del primo e mi divertono le domande e le osservazioni della seconda. Non ho risposte per tutto, sebbene in materia filosofico-religiosa mi rendo conto di averne per una buona parte. Quello che più mi spaventa, però, sono i genitori che vogliono decidere per i loro figli in modo ultimativo e senza alcuna capacità di confronto e dialogo (persino con il proprio partner): anche io ho deciso che tipo di educazione impartire ai miei figli, per carità. Ma vorrei che questa educazione fosse rispettosa delle persone che diventeranno, anche (qui lo scrivo e poi nella pratica sicuramente lo negherò) se non dovessi condividere le loro scelte. Quello che vorrei essere, come madre, è essere quella che racconta loro le scelte che ha fatto e le risposte che si è data finora, e se non ha risposte, avere almeno il coraggio di dire "Non lo so". Magari poi me le vado a cercare su un bigino.

P.s. un ringraziamento ufficiale alla Grande Nonna che è a prendere i bimbi, mentre io scrivo questo post. Di L., nel frattempo, si sono completamente perse le tracce nella nebbia della Pianura Padana


11 commenti:

M di MS ha detto...

Leggendo questo post ho capito una cosa: le domande mi Fagio mi mettono in parziale imbarazzo ma lui è un bambino limpido e in qualche modo gestibile. Chissà quando toccherà alla sorella! ..azz!

Lanterna ha detto...

Ecco, io leggo il post di MdiMS e il tuo e mi chiedo come fate a crederci. Nel senso: ci credete davvero che l'anima in qualche maniera sopravvive o lo vivete come una metafora?
Non vuole essere una domanda provocatoria, non fraintendetemi. È proprio curiosità, come se vedessi una persona che fa qualcosa che a me non riesce.

MammaMoglieDonna ha detto...

Deve essere davvero bello per una mamma avere due figli tanto diversi, che bella avventura fare la mamma in un contesto così.
Continua come fai, è il modo migliore per essere mamma, almeno in teoria! ;-), se poi riesci anche a metterla in pratica, allora sei bravissima!

lorenza ha detto...

@M di Ms: avrai già un certo allenamento!

@Lanterna: guarda, io ci credo ma francamente che l'anima sopravviva o no dopo la morte non è mai stata la molla di scelte in campo religioso... Direi che, piuttosto che l'alidlà, l'aspetto più interessante delle religioni è il senso dell'aldiqua. Mi rendo conto che la risposta è un po' affrettata, ma spero di aver reso il senso!

@MammaMoglieDonna: sì, da noi funziona il pensiero divergente (anche a tavola :S)

Lanterna ha detto...

Ti facevo la domanda sull'anima perché credo che sia un po' quello che fa la differenza tra religione ed etica.
Il senso dell'aldiqua secondo me può essere lo stesso sia che si creda sia che no, ma la prospettiva cambia.

M di MS ha detto...

@Lanterna: non ho risposte molto sofisticate sul tema. Ho bisogno di credere all' aldilà per sopportare certi dolori/l'idea di morire. Lo so che forse non è vero, ma mi serve. La mia prof. di filosofia usava spesso queste espressioni riferite alla religione: "economia" e "utilità". Le davano della comunista (lo era), ma non è questo il punto. C'è qualcosa di profondamente vero nel nostro "bisogno" di credere certe cose.

lorenza ha detto...

Ragazze, il discorso si fa impegnativo, lascio mozziconi di pensieri che mi sono venuti leggendo le vostre risposte. Ieri sera, dopo averti risposto, mi chiedevo: già, ma allora perché i bimbi sono così presi da questo discorso della morte? Forse perché hanno passato meno tempo di noi adulti a rimuoverlo... O forse perché davvero c'è in tutti noi un bisogno di prospettiva - in fondo c'è sempre stato (dalle statuine delle madri primitive in poi). Per usare termini filosofico-esistenzialisti, potremmo dire che è una scelta, ma non è un salto nel vuoto. Un'altra cosa che mi viene in mente, è la differenza tra avere come principio il logos oppure il caos... Che è un po' quello che si legge a Natale (Vangelo di Giovanni) - come dici tu, è la prospettiva che cambia!!

PrecariaMamma ha detto...

Anche il mio bimbo, il maggiore, si interroga e si strugge sul concetto di infinito, sul destino dopo la morte ecc... Anche la mia bimba, più piccola, ha un approccio completamente diverso, spensierato e fondamentalmente indifferente. Anche noi abbiamo dovuto confrontarci con la morte di mio padre, quando il bimbo aveva già un'età per porsi domande. La differenza è che noi non siamo religiosi, i miei figli non sono nemmeno battezzati, e di conseguenza non abbiamo risposte da offrire a una mente ancora vergine. Da parte dei nonni è partito il tentativo di far passare il concetto del paradiso, del nonno diventato angelo ecc... Ma mio figlio non è sembrato convinto e ha risolto da sé il problema: secondo la sua personale convinzione, dopo la morte si rinasce ancora, possibilmente dalla stessa madre, con lo stesso nome, nelle stesse condizioni... Questa soluzione lo tranquillizza, e noi non l'abbiamo osteggiata. Insomma, crediamo profondamente nella libertà dei nostri figli, e non vogliamo infondere il nostro ateismo e nemmeno fingere di credere cose in cui non crediamo.
Confidiamo nella loro capacità di decidere.

lorenza ha detto...

@PrecariaMamma: grazie per questo bel commento, davvero! Tuo figlio è un poeta: l'idea di tornare nella pancia della mamma e ricominciare tutto è davvero meravigliosa. Anche io confido nella loro capacità di decidere, ed è questa la cosa più importante che possiamo lasciare loro

m@w ha detto...

Io per ora ho una figlia intellettual-empirica, più grande e che si fa mille domande ed uno material-qualunquista, più piccolo e che per ora ripete a pappagallo quello che dice sua sorella, senza capirci un granché.
Ho trovato terribilmente invasivo che altri si sentissero legittimati dalla religione dominante a fornire delle risposte alle sue Grandi Domande.

Mammamsterdam ha detto...

Aspetta che cominci a chiederti: mamma, cos' è una puttana?

Mamma perchè viene il cancro? Mamma come viene il cancro? Allora gli uomini hanno 11 malattie e le donne 12 perchè hanno anche il cancro al seno. (quella del cancro è un leit motiv da quando abbiamo avuto il mese della prevenzione e ovunque c' erano cartelloni enormi che leggeva ed interpretava, quello del cancro al seno non ti so spiegare cosa ma siamo partiti dalla gente che si rifa le tette, che hanno inventato il sistema per quelle donne a cui amputavano un seno causa cancro e siamo finiti nel misterioso mondo dei trans, che a quel punto che a un uomo facessero i seni e gli facessero, tagliando, un buco ~(buco? E questa nei dettagli quando gliel' ho mai detta? Processo deduttivo immagino) per farlo diventare donna, ma la cosa difficile era capire come facciano un pisello a una donna che vuole diventare uomo, sono scappataaaa che era tardi e doveva dormire, ancora non mi riprendo, ma ci farò un post se mi riprendo.

La morte, dio, gesù gli dei li abbiamo già avuti gli scorsi anni.

Armati di santa pazienza, un' enciclopedia e la Bibbia spiegata ai bambini aiutano pure un sacco.

Per il resto, wikipedia. Per l' etica, facciamo del nostro meglio ma certe volte è lui che la insegna a noi.