domenica 12 dicembre 2010

Rapunzel batte Cenerentola 5-0

Rapunzel è l'ultimo film che ho visto al cinema, con i miei bimbi, in un cinema sconosciuto in un'altra città dove i film iniziano 20 minuti dopo l'orario indicato sul giornale. Cenerentola è forse il primo film che ho visto al cinema, accompagnata in un giorno feriale da mia madre (quando si è in 3 e tua madre ti porta da sola al cinema, in genere sono cose che si ricordano).

Alla fine, guardando Rapunzel ho anche capito alcune cose basilari (e molto diseducative) che la retorica della scarpetta ha prodotto nei suoi cinquant'anni di vita.

1. Rapunzel è una principessa. Cenerentola no.
Rapunzel è una principessa, non vuole diventare una principessa. Quindi, finalmente, forse, saremo in grado di rottamare la retorica insulsa del "come diventare principesse". Essere principesse è importante per ogni donna. Diventarlo è un'inutile ed estenuante battaglia contro se stesse.

2. Rapunzel ha uno scopo nella vita, e questo scopo esclude decisamente: trovare un fidanzato, trovare un principe azzurro, sposarsi, diventare ricca, diventare bella, diventare una regina.
Non è il sogno della vita (come quell'antipatica di Tiana che per un'ora e mezza ci ripete che vuole aprire il ristorante che suo padre desiderava tanto, una roba da psicoterapia da quattro soldi), è un sogno piccolo e preciso, che lei sa di poter realizzare. Rapunzel vince per pragmaticità, impegno e sensibilità. E ci ricorda che, una volta realizzato un sogno piccolo, ce ne possiamo sempre inventare un altro.

3. Rapunzel va in giro armata di una padella. Cenerentola ha bisogno di: Fata Madrina, topini, uccellini, cagnolini, zucche, bacchetta magica , vestito e non so cos'altro.
Questa è una delle cose di Cenerentola più diseducative in assoluto, che sta lì a frignare finché non arriva la Fata Madrina. E invece, vale nella vita per lo più la seguente massima: non aspettarti mai che qualcun altro faccia le cose per te, o al posto tuo. E poi è più chic.

4. Rapunzel sta con un ladro spiantato, bello e di belle speranze, che la fa ridere (e la porta in barca). Cenerentola con Principe-Azzurro-scopa-nel-culo.
Come se non bastasse, Flynn va a riprendersela in sella al cavallo bianco, il Principe manda il Granduca. Fate voi.

5. Rapunzel si innamora, Cenerentola si accasa.
Rapunzel è di un romanticismo pazzesco, che a pensarci bene Cenerentola fa la figura della stronza iper-arrivista che frega il Principe alle sorellastre (erano brutte, ma questa non è una scusante), per di più utilizzando questo mezzuccio della scarpetta di cristallo. Rapunzel va in giro a piedi nudi, che sa che tanto non ha bisogno di scarpette di cristallo (vedi al punto 1).

Insomma, Rapunzel mi è piaciuta non tanto per la storia in sé, ma per come è raccontata la sua storia. E' una vera favola, davvero fuori dal tempo e dallo spazio, e la sua eroina è pulita e fresca.

Ah, dimenitcavo: alla fine del film non è neanche più bionda!!


17 commenti:

M di MS ha detto...

L'ho visto anch'io e mi è piaciuto. Però sono un po' troppi messaggi giusti tutti insieme per non farmi pensare al progetto precostituito ad un tavolo di riunione Disney.
Cmq condivido tutto, specialmente il nuovo taglio di capelli!

Silvia - Mamma Imperfetta ha detto...

Lo scrivevo su FB. Noi l'abbiamo visto ieri e io l'ho adorato.
E' meraviglioso e per dirlo io che non amo i cartoni...
E la taverna degli sfigati? Ci sarebbe stata bene una canzone di De Andrè in quella scena: nani, monchi, brutti, grezzi...
Poi c'è il mito attualissimo dell'eterna giovinezza, ma anche altro di non poco spessore: ti taglio i capelli perchè tengo più alla tua vita e alla tua libertà che alla mia.
Bello, bello, bello.

rocciajubba ha detto...

Ne vale la pena se non altro eprchè alla fine non è più bionda!
Ci porterò Belvetta magari per al sua prima session di cinema.

supermambanana ha detto...

OK, sono daccordo con il messaggio e mi piace moltissimo questa Rapunzel. Ma facendo un discorso forse OT ma piu' ampio: bisogna dire, a discolpa del primo Disney che cenerentola (biancaneve o la bella addormentata o chenneso) erano trasposizioni quasi letterali delle storie dei vari Perrault, Grimm e mettiamoci anche il mitico Basile, mentre questa versione e' solo molto vagamente ispirata alla Rapunzel dei Grimm, dove la solfa e' piu' o meno la stessa, la bella prigioniera sulla torre d'avorio che col suo canto innamora il principe di passaggio :-) Se vogliamo, mi pare alla Disney siano stati furbi (pigri? poco coraggiosi?) nel non voler creare un personaggio totalmente nuovo ma attirare al cinema con il 'marchio' favola Rapunzel. Il che riporta ad un problema che mi son posta molto spesso: le storie (quelle scritte intendo) sono classici della letteratura, a me piace molto che i miei bimbi le leggano e le leggano nella versione originale (non sto parlando di cartoni e di Disney ora) ma al contempo il messaggio e' per forza di cose datato, sono storie che hanno almeno almeno 200 anni. Queste per la variante femminile, ma altre per altre vicende, tipo un classico qui e' Jack and the Beanstalk (come si chiama in italia non saprei, Jack che semina un fagiolo e cresce una pianta che arriva alle nuvole e lui arrampicandosi trova un castello di un gigante etc): in questo caso Jack, l'eroe della favola, in realta' e' soltanto un ladro a tutti gli effetti, da povero che era, rubando dalle tasche del gigante (che sara' anche un gigante mangia-uomini, ma in fondo era li' che si faceva i fatti suoi) diventa ricchissimo, e alla fine fa anche fuori il gigante che era giustamente incavolato perche' gli avevano rubato la gallina dalle uova d'oro. Insomma, il messaggio non e' poi troppo edificante. Che fare quindi? Non leggerle affatto? Fargliele leggere quando sono grandi e possono capire quanto siano datate? Ma allora non avranno la stessa funzione di allenamento alla fantasia che ha la favola per i bimbi, se le devono leggere facendone l'esegesi da grandi meglio passare direttamente ad altro, e quindi si rischia di fargli perdere questo pezzo di letteratura tout court. Insomma e' un dilemma cui penso spesso.

lorenza ha detto...

@MdiMs: sicuramente intorno al tavolo avranno lungamente ragionato sul flop de "La Principessa e il Ranocchio" e sulla difficoltà di creare un personaggio nuovo. Non credo però che siano andati consciamente e consapevolmente così in là. Sai cosa me lo fa sospettare? Il merchandising (ultra-stereotipato e ultra-tradizionalista) che ci hanno costruito intorno. Forse da uno strano miscuglio di favola, fantasia e gender issues è venuto fuori tutto ciò!

lorenza ha detto...

@Silvia: il tuo commento mi ha ricordato un aspetto del film che ho adorato, ma sul quale non mi sono soffermata nel post. Il simbolo dei capelli come oggetto salvifico (ma del tutto estetico ed esteriore) e il passaggio alla capacità (tutta interiore) di guarire con le lacrime... L'ho trovato stupefacente,una maturazione del personaggio davvero inedita in un cartone animato, l'ho adorato... E mi ha davvero "ucciso" ;)

lorenza ha detto...

@Rocciajuba: mi sembra un bellissimo modo di esordire al cinema, il cartone merita davvero (forse se Belvetta non tollera gli occhiali del 3D meglio cercare una sala dove venga proiettato in 2D)! Unica avvertenza: leggi il commento successivo

Murasaki ha detto...

Bellissimo!
Io ci ho portato BUH per il suo primo film al cinema... niente 3D però visto che è troppo piccolo...
Siamo andati al cinema/teatro dell'oratorio: comunque comodo, con poca gente e, soprattutto, con 14 euro abbiamo preso biglietti, bottiglietta d'acqua e popcorn!!

lorenza ha detto...

@Supermambanana: hai assolutamente ragione per quanto riguarda il poco coraggio, ma utilizzo a loro discolpa la capacità di saper raccontare in modo nuovo una storia antica (scomodo Omero, a loro discolpa). Quello che infatti non perdono a Cenerentola, non è di essere stati fedeli a Cenerentola, ma di aver ripresentato con Cenerentola una serie di stereotipi della donna ben presenti negli anni Cinquanta (e, da queste parti, qualche volta ancora oggi). Quello che a parer mio funziona in Rapunzel è proprio la dimensione totalmente favolistica (rara, nei cartoni di oggi), e quello che nella dimensione della favola funziona è che nella favola puoi raccontare davvero tutto, perché le favole non parlano alla mente, parlano al cuore, e non fanno sconti: parlano anche al potenziale ladro che c'è in ognuno di noi, alla potenziale matrigna, ci svelano il "lato oscuro". Ricordo che quando i miei figli erano molto piccoli c'è stato un lungo brainstorming sull'utilità di leggere loro Pollicino, io sono sempre stata abbastanza possibilista... Forse "settare le regole" appartiene poi ad un'altra dimensione (quella dei genitori che razionalizzano, appunto), e spiegare è fare esegesi della storia (a noi è capitato, qualche volta). Io, per esempio, ho davvero capito Biancaneve solo quando sono diventata madre di una bambina!

lorenza ha detto...

@Murasaki: gran cosa il cinema dell'oratorio, quando ho pagato 3 biglietti al Multiplex mi è venuto un mancamento! (e poi io sono cresciuta al cinema dell'oratorio, su quelle sedie in legno scomodissime, il sacchetto di pop-corn e gli orsetti di gomma... Che ricordi!!)

lorenza ha detto...

@Murasaki: gran cosa il cinema dell'oratorio, quando ho pagato 3 biglietti al Multiplex mi è venuto un mancamento! (e poi io sono cresciuta al cinema dell'oratorio, su quelle sedie in legno scomodissime, il sacchetto di pop-corn e gli orsetti di gomma... Che ricordi!!)

PrecariaMamma ha detto...

Ma pensa, anch'io ho appena dedicato un post all'argomento... Ah i bei tempi in cui avrei sproloquiato sui film di Tarkovskij :)
Comunque anche a me è piaciuto tanto tanto, per tutte le ragioni che hai elencato tu e anche perché ho sempre desiderato un uomo che, con un solo colpo di coltello, potesse liberarmi da tutte le mie schiavitù e anche regalarmi un fantastico taglio trendy!

Silvietta ha detto...

bellissimo, ora mi salvo il post per i cinema/dvd post primi mesi! grazie, silvietta

Gatta ha detto...

Topofede si è rifiutato di vederlo (è un film da femmine mamma) ma quanto racconti è quello che mi aspettavo dopo aver visto il trailer. La verità è che negli ultimi 30 anni sono cambiate le "femmine", era ora che cambiassero anche le principesse!!!

Anonimo ha detto...

Ciao Lorenza, non sapevo, o meglio forse sapevo ma non avevo mai visto, il tuo blog.
Bellissimo questo Rapunzel vs Cenerentola! ^_^

lorenza ha detto...

@Silvietta: voto per dvd casalingo ristoratore quando tutti e due dormono! (dormono?)
@Gatta: porta Topofede, secondo me alla fine si diverte! Sì, sono cambiate le donne... Ma troppo spesso non il modo di raccontarle!
@Anonimo: mi sa che ti conosco! Oggi pomeriggio mi guardo intorno con aria sospetta?

Mamma Cattiva ha detto...

Sono venuta a ri-leggermi questo post perché sabato il primo dell'anno siamo andati finalmente a vedere Rapunsel. L'ho adorato. E questo post è una recensione eccellente. Baci.