lunedì 14 dicembre 2009

La mamma flessibile risponde sempre al telefono


17:45. Con piccoletta aspettiamo che il piccolo esca dalla lezione di scherma nel maleodorante scantinato della ProPatria. La piccoletta guarda, rapita in estasi, un gruppo di liceali che fanno ginnastica artistica.

Squilla il cellulare, è un numero di lavoro.
E' una cosa che devo sbloccare entro domani, un nuovo lavoro, rispondo.

AltroCapodelTelefono, uomo: "Ciao, tutto bene? Mi cercavi?"
Me: "Sì, tutto bene. Dunque, ti cercavo per due cose..."

"MAMMAAAAAAAAAAAA!!!!!!"

AltroCapodelTelefono: "Ah, ma hai una bimba!"
Me: "Ehm... Sì"
Intanto inizio a fare gestacci alla piccoletta: ssshhhhh, vai a vedere le bimbe, adesso no - ormai possiedo tutta una mimica appresa in anni e anni di telefonate con i pupi intorno.
AltroCapodelTelefono: "Quanti anni ha?"
Me: "Quattro"
AltroCapodelTelefono: "Che meravi..."

"Mammaaaaaaaaa MI SCAPPA LA CACCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!"

AltroCapodelTelefono: "Dai, allora sentiamoci domani"

Domani? Domani quando?
Riunione alle 9:30
Festa a scuola del piccolo alle 11:30
Ritorno a casa con piccolo
Festa a scuola della piccoletta alle 16:30
Tre telefonate da fare (di cui due almeno tre volte, prima di riuscire a parlare con la persona che cerco), varie ed eventuali


Me: "No... ehm... Senti, volevo solo chiederti queste cose, dunque allora ho parlato con C, come d'accordo..." Prendo la piccoletta e ci avviamo in bagno, le slaccio i pantaloni, la faccio sedere, le chiudo la porta, parlo e ascolto quello all'Altro Capo.

La telefonata procede, ma al terzo "No, ma guarda sentiamoci domani" mi accorgo che intorno a me c'è una baraonda pazzesca: cinque atlete decenni in tutini sberluccicanti sono entrate urlando come delle iene nel bagno.

Tengo duro: "Figurati, non c'è problema", non mollo l'osso, arriviamo al punto due mentre pulisco la piccoletta dalla cacca, le tiro su i pantaloni - ma non oso tirare lo sciacquone in diretta telefonica. La piccoletta corre fuori dal bagno con i pantaloni slacciati e io le corro dietro. Appuntamento fissato.

Me: "Allora ci sentiamo domani"
AltroCapodelTelefono:"Ok, a domani, ciao!"
Me: "Ciao!".

Quelli che stanno all'altro capo del telefono si inquietano sempre, per le penose condizioni in cui tu sei messa mentre interloquisci con loro, non importa che tu sia a casa o alla ProPatria: un bimbo a cui scappa la cacca, due fratelli che si menano a sangue, uno che cade e si spacca un sopracciglio, mentre tu sei al telefono per lavoro, lo trovi sempre.

Appena squilla il telefono, si scatena l'inferno. E' una legge matematica, non c'è niente di cui inquietarsi, uomini e donne che sedete in uffici silenziosi ed ovattati.

Fateci questo favore, non metteteci nelle condizioni di doverci preocccupare anche per voi, mentre vi parliamo e con l'unica mano libera tentiamo di soffocare il figlio urlante, mentre con il piede passiamo lo straccio per raccogliere il latte versato. E' tutto sotto controllo.

18 commenti:

MammaTuttoFare ha detto...

l'altro giorno chiacchieravo al telefono con mia zia che vive negli states e con cui, un po' per le mie giornate sempre intense, un po' per il fuso orario, diventa sempre difficile trovare un'ora per parlare del più o del meno, comunque, mentre sono stata al telefono con lei, ho svuotato le valigie dopo essere tornati dalla montagna, avviato lavatrici e fatto pure la doccia al pupo di 23 mesi, impomatato e vestito......e poi dicono che non vogliono le mamme al lavoro perchè poco flessibili! Ma chi lo fa uno stage meglio del nostro?

Paola ha detto...

no, non "poco" flessibili, ma esattamente il contrario: troppo flessibili. troppo multitasking, troppo capaci di parallelizzare le attività, troppo capaci di continuare a lavorare imperturbabili anche di fronte a cataclismi come quelli descritti da lorenza. tutto questo spaventa, perchè smentisce le necessità di scrivanie, cartellini, planning rigidi e riunioni fissate con mesi di anticipo; tutto quesco sciocca, perché mostra l'effettività di risultati svincolati proprio da quei vincoli che le modalità lavorative prevalenti continuano a propugnare come irrinunciabili; tutto questo spiazza, perché rivela la possibilità dell'ubiquità reale, paragonata a una presenza che, in un tranquillo e inerte ufficio, si tradisce come puramente formale. no, decisamente non è la flessibilità che ci manca, ma guarda caso è proprio quella che, proclami a parte, a nessuno interessa davvero.
Paola

Mamma F ha detto...

Lorenza sei una grande!
Da libera professionista (ma libera da che????) vivo OGNI GIORNO tutto questo e, tentando di sopravvivere a me, al mio lavoro e alla prole, ora leverò un pensiero al cielo che sarà di questo tipo: "LORENZAAAAA!!!! ANCHE TU????"
Un abbraccio!

valewanda ha detto...

concordo, è sempre un delirio, ma non ci si può far sfuddire nulla, ahimè... io se sono in casa mi chiudo in camera e lascio i tre in soggiorno a menarsi, incrociando le dita...

Francesca ha detto...

Lorenza, leggerti mi ha fatto sorridere. Quella ridarella isterica che ti viene quando ti senti punta sul vivo. Rispondere al telefono mentre sei su un dondolo, fare un'intervista telefonica mentre allatti al parco perchè il sedicente intervistato poteva solo in quel momento (e anche la tua pupa aveva fame proprio allora), rimandare un pezzo al volo alle 8 di sera quando stai mettendo la prole a nanna....Non dicevano che le mamme sono tutte acrobate? Ok, trovatemi un circo ben retribuito e sono pronta ad esibirmi. Qualcuno pagherà il biglietto?

lorenza ha detto...

@MammaTuttoFare: tutto 'sto tempo al telefono e il pupo non ha sonoramente protestato? Comunque sì, anch'io faccio mille cose al telefono, poi dò fuori di matto quando l'Ing. prla al telefono e non fa niente, nel frattempo :-S

@Paola: sì, forse così è un po' troppa!! :-) nel senso che capisco che possa essere disturbante, per una persona che non è in grado di valutare cosa stia succedendo, e in fondo è anche un po' "maleducato". E i miei figli, mia figlia in particolare, odiano letteralmente il mio pc (se non fosse che adesso ci giocano) e il telefono. E' davvero difficile far capire ai bimbi che "mamma sta lavorando" mentre sei lì con loro, spero che con il tempo capiscano (e apprezzino)

lorenza ha detto...

@MammaF: ci penseremo a vicenda!
@Vale: hai il soggiorno insonorizzato? ;-)
@Francesca: bella domanda, francamente non so se qualcuno pagherebbe un biglietto per vedere lo spettacolo d'arte varia...

VereMamme ha detto...

ecco, vallo a spiegare a un uomo che quando gli chiedi qualcosa ti risponde puntualmente "come faccio, non vedi che sto facendo un'altra cosa". puoi girare il sugo anche mentre controlli la posta, porca paletta. puoi preparare una valigia e anche, hop, fare un salto a cambiargli un pannolino. ma niente, non gli entra in testa.

Silvietta. ha detto...

Lorenza, mi ci sento tantissimo in questo fare e disfare e contemporaneamente lavorare ... che dire? dimostriamo che anche lavorare così è possibile, se a noi piace!

acasadiclara ha detto...

vi assicuro che in questo dicembre di febbriciattole e di feste anche lamammachelavoraatempopieno fuori casa dimostra una flessibilità invidiabile. certi giorni riesce ad accompagnare il primo figlio alle elementari, il secondo febbricitante dalla nonna, ripassare da casa prendere la bici, arrivare in ufficio, saltare la pausa pranzo, cercare di lavorare il più possibile per il documento da inviare chiaramente e tassativamente entro domani mattina, alle quattro riprendere la bici (chieste due ore di permesso), arrivare con i capelli per aria e le orecchie ghiacciate a scuola, entrare di soppiatto in classe mentre già eccheggiano le canzoni del saggio di musica, riprendere fiato, dopo la festa riprendere bici e figlio grande, ripassare dalla nonna a prendere figlio piccolo ancora febbricitante e sponsor della tachipirina, trascinarsi a casa, prendere il telefono x chiamare l'ufficio e chiedere se c'è ancora bisogno di lei. questo quadretto ha un lieto fine: i colleghi stanno finendo il lavoro, lamammachelavoraatempopieno può stare a casa con i propri figli e il documento verrà spedito senza fretta domani mattina.
fine della giornata. presto verrà natale. il portone dell'azienda si chiuderà dietro le mie spalle per due settimane.
celapossofare.
ciao

chiara ha detto...

Ciao,
inutili sono le spigazioni per far capire loro che quando sono al telefono devo stare tranquilli, vengono tuti intorno a chiedermi cose assurde e il più piccolo imita gli altri due sbraitando cose senza senso.
Che dire io mi chiudo in bagno.
Ci sono due porte prima di entrare, non si sente niente, e loro non mi trovano.

Marilde ha detto...

Cielo! Ricordo telefonate da incubo in cui tentavo di far pensare all'altro che era tutto sotto controllo. Intanto... i figli smontavano la casa. Sai quando hanno smesso? Appena hanno avuto il desiderio di stare loro al telefono facevo incursioni rumorosissime. Fine del disturbo telefonico. A mali estremi...

Mamma Cattiva ha detto...

:))))) Fantastica! Anche a me succede spesso, tipo alle 8.30 di sera e iniziano con "Ti disturbo?" e io "No, ma sentirai rumori di bambino sotto..." e via che andare. Ma la cosa più fastidiosa è che i miei figli vogliono parlare con chiunque mi chiami al telefono e se non lo faccio iniziano a frignare. E spesso passare chi mi chiama...te lo lascio immaginare! ;)

lorenza ha detto...

@VereMamme: forse possiamo iniziare da una cosa basic, del tipo: prepari la cena e intanto ti scoli una bottiglia di birra. Com'è che quello gli riesce così bene?
@Silvietta: teniamo duro, ci piace, ma ogni tanto sogno una scrivania TUTTA per me...
@aCasadiClara: ho lavorato anche come dipendente, quando i bimbi erano più piccoli e si ammalavano di più. Un incubo, ti capisco molto bene
@chiara: caspita, al bagno non ci avevo ancora pensato ;-)
@Marilde: :-) mi sa che devo aspettare ancora qualche annetto, mannaggia!!!

lorenza ha detto...

@MammaCattiva: :-D mi hai fatto venire in mente un episodio antico, il piccolo avrà avuto 3 anni e mezzo. In macchina, su una strada fuori città ma trafficata e con semafori. Rispondo al cell. e saluto il mio capo, il piccolo inizia a dire che ci vuole parlare anche lui. Io faccio finta di niente e lui inizia a strillare come un dannato (è legato, non posso fermarmi, sto guidando), il mio "capo" è uno di quelli che ti fanno notare che comunque quando ti chiamano a casa ci sono sempre i figli di mezzo... insomma, un casino. Ho dovuto metter giù. Alla fine scopro che il piccolo pensava fossi al telefono con il cuginetto ("capo" e cuginetto hanno lo stesso nome). Non sapevo se ridere o piangere.

Alessandra ha detto...

La ProPatria...facevo ginnastica artistica...ah, io mi chiudo in bagno/stanza ovunque, i nani urlano e cercano di abbattere la porta, ma non demordo. Alla fine della telefonata apro...e tutti mi ignorano...cioè se sei al telefono sei il centro dell'universo se non sei al telefono non sei niente.

emily ha detto...

mi hai descritto. ai miei nn scappa più la cacca ma ti assicuro che mio figlio sa essere molesto come nn pochi. e capisco che x l'interlocutore sia piuttosto spiazzante ....ma teniamo duro, la strada e in salita ma ce la faremo!

Mammamsterdam ha detto...

Ah, lo sciacquone rimandato, che poi ovviamente ti scordi, visto che ho una casa a tre piani e il bagno è al terzo. Mio suocero un paio di volte si è stranito a vedere il nostro bagno, ma capita.

Ma i bidet, le lavatrici, il pronto soccorso, stirare, buttare la monnezza, perfino finire una traduzione a volte.

Paola hai ragione, illuminante quello che dici. È che c'è chi proprio non nià fa, si sentono non ascoltati se c'è casino intorno e si distraggono. Poveri.