lunedì 15 giugno 2009

Tra MomCamp, matrimoni e l'ultima spiaggia (alla quale non farò mai l'abitudine)


PREAMBOLO MAMMESCO
Venerdì sera mammina cara salutava i suoi bimbi e l'ingegnere, in partenza per la Liguria, e chiudendo la porta si chiedeva se avrebbe resistito a stare due notti senza di loro. E si chiedeva come faceva, gli anni scorsi, a lasciare i bimbi per settimane intere dai nonni. Ma tra lavori da finire e magliette da stirare, la nostalgia del distacco è durata ben poco.

TRA MOMCAMP...
Sabato mattina mammina è andata al MomCamp e, come sempre, le è piaciuto molto. Oltre alle mamme blogger che già conosce e ama, ha conosciuto il gruppo di Non ho Valentina, che l'ha divertita e un po' commossa (il perché si capisce all'ultima spiaggia), Paola Sucato che l'ha incantata con la sua presentazione, Maria e Mariagrazia di Working Mothers Italy che l'hanno conquistata. E, per la prima volta dopo qualche tempo, gli ingranaggi del suo cervello hanno ricominciato a funzionare.

... MATRIMONI...
Merito anche delle tre vecchie amiche che mammina ha incontrato al matrimonio di sabato pomeriggio: sebbene mammina si fosse messa in gran spolvero con tanto di tacco e fosse andata al matrimonio priva di accompagnatore, nessun baldo giovine si è avvicinato al gruppetto delle quattro che chiacchieravano fitto fitto. Tra le altre cose, dello shock di sentirsi chiamare "Signora".
Ma vabbe', ormai dobbiamo farcene una ragione: anche per Papi, d'altronde, saremmo già anziane.
E d'altronde mammina, col tacco, non si è concessa neanche alle danze.
L'ingegnere può dormire sonni tranquilli, diciamo.

... E L'ULTIMA SPIAGGIA
Domenica mattina mammina ha preso il taxi, direzione Stazione Centrale: il treno per la Liguria partiva alle 9.05.
"Weekend lungo o viaggio di lavoro?" le chiede il tassista.
"Settimana al mare con bambini e nonni. Quasi peggio che andare a lavorare", ha risposto lei, rettificando poi subito, per rispetto a chi lavora, e a chi un lavoro non ce l'ha.
E così mammina è arrivata in Riviera.

Ora, mammina, prima di conoscere l'ingegnere, non aveva idea di cosa fosse un Bagno.
E per Bagno non intende,
stanza con vasca da bagno e servizi igienici; la vasca da bagno
stessa e, per eufem., locale con i soli servizi igienici andare al bagno,
(eufem.) soddisfare i propri bisogni fisiologici bagno pubblico, locale dove è
possibile fare un bagno a pagamento, oppure solo lavarsi e usare il
gabinetto

bensì
entra in nomi propri di località termali o stabilimenti
balneari: Bagni di Lucca


Lei andava in spiagge dove l'ombrellone te lo dovevi portare, e non dove il bagnino ti chiede se preferisci il lettino a riva o vicino all'ombrellone. Dove nessuno si sentiva obbligato ad essere un socialait, come si dice da queste parti (che mammina, a 40° C e con la massima a 80, dopo aver girato come una scema per mezz'ora a cercare posteggio, ha ben poco di che essere social), e dove nessuno replicava i modelli milanesi di socializzazione. Dove nessuno notava l'aumento della pancia, della cellulite, delle vene varicose e di tutte quelle cose di cui, a 20 anni, mammina era ben lungi dal preoccuparsi, semplicemente perché nessuno la conosceva prima, e nessuno l'avrebbe rivista l'anno dopo, traendone le debite conseguenze. Dove non era la fidanzata/la moglie/la nuora/la mamma di: semplicemente, non era. Il che, le dava una gran libertà di essere.

Mentre mammina pensava tutte queste cose, è arrivata ai Bagni. Ha tirato fuori la sua Eco-bag del MomCamp, ha indossato la magliettina di Non ho Valentina (grazie, ragazze!!), si è fatta forza, e ha inaugurato la stagione estiva alla sua ultima spiaggia. Ma nessuno, purtroppo, le ha chiesto: "MomCamp?!? Sei stata al MomCamp?!?". Sarebbe stato un inizio di stagione alternativo, una cosa che, all'ultima spiaggia, non si può proprio chiedere.

9 commenti:

Lanterna ha detto...

Io lavoro, e faccio pure un lavoro che non mi piace. Eppure anch'io, all'idea di andare al mare con i miei e i bambini (come ho fatto l'anno scorso per non farlo mai più), preferirei andare in ufficio.
Il bagno è una fissa anche dei miei. Che, per carità, può essere anche comodo: la cabina, niente da portarsi dietro... Noi, di contro, siamo pro spiaggia libera: ci piazziamo sul bagnasciuga a giocare e, quando i bambini sono stufi o comincia a fare troppo caldo, saliamo in un parco per prendere un po' d'ombra.
Del resto, mia madre me lo dice sempre che siamo degli zingari ;-)

My ha detto...

anch'io!
17 anni di vacanze con i miei genitori e MAI una spiaggia a pagamento.
ho scoperto lettini e ombrelloni quando, a 17 anni appunto, ho inziato ad andare al mare con gli amici e li ho odiati dal primo giorno.
per fortuna anche il marito non ha la fissa del bagno fisso, pur avendo l'abitudine della "casa al mare"....

giuliana ha detto...

io l'ho fatto l'anno scorso, e lo rifarò quest'anno, di andare al mare con tutta la sacra famiglia. perché, ormai domata alla preferenza familiare per "il bagno", trovo che sia un innegabile vantaggio il fatto che ci siano più occhi disponibili a seguire il patato nelle sue esplorazioni balneari, e, eventualmente, a metterlo a letto la sera mentre io me ne vado a bere qualcosa (cosa che a milano mi è negata, in genere, perché ha un costo orario non trascurabile).
certo, che non ti chiedano MomCamp?!? Sei stata al MomCamp?!?" è brutto, eh? va detto.

mariziller ha detto...

Ciao! Eccomi qui, dopo averti "conquistata" mi sono fatta conquistare dal tuo blog, che non conoscevo e mi piace molto!!
Ho letto 4/5 post e, lasciatelo dire, sei una Working Mother nata!! S'ha da cambiare, questo mondo! Con affetto, Mariangela (o Mariagrazia, ma allora piuttosto Mari!! ;-))

lorenza ha detto...

PICCOLA PRECISAZIONE: i nonni in questione sono LA suocera e IL suocero, il che cambia già un tantino la porspettiva (in peggio, lo so!)
@Lanterna: lo so, noi possiamio dircelo, però finisce che sembri la solita mamma-snob e un po' lagna...
@My: a differenza del tuo, mio marito è cresciuto nel brodo primordiale del bagno... Che comunque, per la socialità dei bambini, è sempre una buona cosa
@Giuliana: sì, è brutto, eh?!? comunque io quassù sui bricchi, che siamo nell'entroterra, potrei andare al pub al massimo con qualche lucciola e qualche cinghiale, e nel senso proprio dei sostantivi...
@Mari: sorry!! ma nonostante la sbadataggine, ricambio l'affetto!

ci_polla ha detto...

Ricordo con terrore un luglio trascorso da sola con bimbe in un appartamento al 4 piano di una casa storica di un altrettanto storico e caldissimo e rumorosissimo(e senza ascensore per il passeggino) palazzo di uno storico carrugio di Sestri Levante...Ho rimosso gli storici bagni: 1+lettino+1sdraio+1 ombrellone+1non puoi fare a meno della cabina=800Euro!!!!

lorenza ha detto...

:-)) sai cosa mi hanno detto l'ultima volta che ho nominato Sestri L. (il mio posto preferito in Liguria, peraltro!): "Bello Sestri, posh senza essere incasinato come Santa (Margherita Ligure)".

valewanda ha detto...

ora vado a leggere anch'io il blog di non ho Valentina, altroché...

acasadiclara ha detto...

io che invece amerei avere dei genitori che vanno alla spiaggia, ho invece genitori che non fanno per niente vacanze. eppure piuttosto che niente avrei gradito anche un posto sotto l'ombrellone in qualsiasi spiaggia del mondo. neppure con i miei figli alla fine andiamo allo stabilimento. le vacanze di gamiglia -chiamiamole così le fanno al lago o in montagna- e con me e il papà girovagano per l'italia e l'europa in modo abbastanza low cost. sopratutto andiamo sempre in posti dove meno gente troviamo meglio è. e ce ne sono un sacco anche dietro quella spiaggia dove gli altri affittano una cabina...
ciaoooooo