venerdì 19 ottobre 2012

Come mi gira: tanto per cominciare


Regalo di compleanno: rivedere dopo sette anni un'amica, e pranzare insieme come se ci fossimo viste il giorno prima, e ritrovarsi in una visione e in un giudizio. Regalo di compleanno: rivedere dopo sette anni un'amica, e ricevere una trottola in regalo. Una trottola di legno, verde.

Una trottola che non so come far girare, fino a quando mia figlia non mi fa vedere come si fa.

E quindi da quando ho compiuto gli anni, feroce ponte verso il 2013 e verso i quaranta, penso a "come mi gira".

Mi gira che se a vent'anni cerchi risposte, a trenta ti smazzi le risposte che hai trovato, a quasi quaranta inizi ad apprezzare lo stare nelle domande, senza fretta di trovare risposte. Si dice anche: la saggezza della vecchiaia.

Mi gira che non ho più voglia di persone che fanno marketing di se stesse all'aperitivo o a cena. Si chiama anche: seleziona meglio le persone con cui uscire.

Mi gira che osservo, e imparo dalle donne che incontro e che apprezzo. E imparo un sacco. Archivia alla voce: le mie personal guru (ricordati di dirlo loro).

Mi gira che se ho le ossa rotte, ho le ossa rotte. E delle mie incazzature, non sono io la diretta responsabile: è chi mi fa incazzare. E mi gira che, mentre chiacchiero con un'amica e distruggo una bustina del tè, posso ammettere a me stessa, tranquillamente, che quella cosa lì mi fa proprio incazzare. Ancora. Ma come, non doveva essermi passata?!?! Non dovevo averla elaborata?!?

Mi gira che vado a vedere la proiezione di Al Quaeda! Al Quaeda! ed esco con più domande che risposte. E mi sembra di essere l'unica perplessa, in sala, ma fa niente. Sorrido. Archivia alla voce: docu-film da rivedere, comunque ben fatto, un argomento che riprenderò su queste pagine.

Mi gira che qui è in atto una mattanza di quarantenni - e quelli che hanno fatto carriera, perché hanno fatto carriera - e quelli che sono precari, perché sono precari - e nessuno ne parla. La storia dirà: LA generazione sfigata, uccisa dai genitori al governo e scaricata dai maestri occupati a difendere solo se stessi. Sentitamente ringraziamo.

Mi gira che cerco di fare discorsi diplomatici, ma chi mi conosce mi dice che la mia faccia mi tradisce. E la mia faccia mi tradisce sempre. Archivia alla voce: tanto vale dire quello che penso.

E poi mi gira che c'è bisogno di spazio per girare, ma di mani che ti tengono lì per non cadere. E questa cosa, scritta così, l'avrei scritta uguale vent'anni fa.

6 commenti:

MammaMoglieDonna ha detto...

Buon compleanno?

lorenza ha detto...

Buon compleanno !!!!! ;)

monica mimangiolallergia ha detto...

augurrrrrrrrrrrrrrrrrrri ma quando, oggi?!?!?

lorenza ha detto...

Quindici giorni fa, direi, ma grazie!!! Ma alcuni commenti fuori blog mi fanno sorgere il dubbio di aver scritto cose tristi... Archivia alla voce: rivedere il proprio registro linguistico?

Silvietta ha detto...

no, tristi no, Lorenza, ma dense, vere. ti pensavo ieri. Mi dicevo (in preda alla mensile crisi #cazzotieniapertounblog], "vedi Lorenza scrive quando vuole ma scrive sempre cose di senso, cose che quando le leggi ti dicono dentro e magari di fuori, no ha bisogno di programmare, mantenere un filo di narrazione..."

La narrazione sei tu, lo sguardo che dai e questo post ne è la prova. La tristezza viene dalla sensazione che a nessuno venga voglia di cogliere la metafora della trottola che cade come se fosse troppo difficile, troppo per questa società.. non lo so..
dà malinconia, forse, fa sentire impotenti.

condivido tutto e forse, visto che il mio traguardo arriverà nel 2015, potrei imparare a stare un po' di più nelle domande e a dire veramente in faccia quello che penso.

grazie....

lorenza ha detto...

Ma tu non sai (anzi, so che lo sai!) quante volte quest'anno ho pensato di chiudere il blog, e ancora adesso non so bene che strade prenderò/prenderà. Comunque.

Dici che è troppo, la metafora delle mani e della trottola che cade? Mhhh. Mi sa che hai ragione.

Pensa che a me l'idea che ci possano essere delle mani che ti tengono su non inquieta. Ma la scommessa sta tutta in quel possono, mi sa.