martedì 15 marzo 2011

Fabio Fazio vs. MaryStar Gelmini: parlare di scuola si può (?)


Sui social network accadono cose strane. Tipo postare innocentemente il video di una (bella) intervista di Fabio Fazio al Ministro Gelmini, e trovarsi in un guazzabuglio multimediale.

Lesson number 1 (for dummies):
Impossibile postare innocentemente con la faccia della Gelmini sopra.


ECCO IL VIDEO INCRIMINATO:



Fabio Fazio manda i figli alla scuola privata ma, nondimeno, è un convinto paladino della scuola pubblica. Fa dunque parte di quella serie di vip radical-chic additati dalla Rodotà sul Corriere qualche tempo fa, e prontamente rimbeccati dalla Gelmini (che non ha perso occasione, anche qui). Dalla disamina psico-socialnetworkiana emerge dunque che il nostro Fabio Fazio appare tormentato dai sensi di colpa, poiché manda i figli alla scuola privata.

E io mi chiedo. Ma vi sembra normale vivere in un Paese nel quale uno che manda il figlio alla scuola privata non può difendere la scuola pubblica? O che si debba sentire in colpa perché può permettersi di mandare il figlio alla scuola privata (o sentire in colpa perché NON può mandare il figlio alla scuola privata)? A me, francamente, no. Mi fa pensare che quando si parla di scuola pubblica e scuola privata, purtroppo, parliamo di altro: parliamo di noi e dei nostri status-symbol (come sostiene la Rodotà) o parliamo aprioristicamente di un sistema ideale che vorremmo imporre a tutti (... ideologia?).

Intermezzo familiare: l'Ing. è un accanito sostenitore della scuola pubblica e una delle peggiori onte, per lui, sarebbe mandare il proprio figlio alla scuola privata. La sottoscritta ha frequentato scuole pubbliche e scuole private e, in merito, si è fatta un'idea molto pragmatica: le scuole private non necessariamente sono didatticamente migliori delle scuole pubbliche (soprattutto per alcuni cicli, come per esempio scuole elementari e superiori). Ma nelle scuole private c'è una diversa gestione delle risorse, un diverso modo di lavorare, e un attenzione all'alunno che nelle scuole pubbliche non esiste. E, permettetemi, nell'educazione sta anche una buona dose di attenzione.

Lesson n.2 (intermediate):
Tenere dritta la barra su "buonsenso"

Quello che mi spiace di più, in tutto questo parlare di scuola, è che non se ne può mai parlare in modo costruttivo. Perché se difendi la scuola pubblica allora difendi tutto aprioristicamente, e se ragioni di tutte le cose che non funzionano nella scuola pubblica (MaryStar ne cita qualcuna, evitando peraltro accuratamente di dire che il problema delle Università, per esempio, non è il numero di corsi attivati ma l'abnorme numero di sedi universitarie nel nostro Paese. Ma sul risparmio dello Stato per la copertura scolastica delle scuole private (perché questa è una cosa che in Italia non si può dire senza che qualcuno si stracci le vesti?), o sugli sprechi, e sulla mancanza di mobilità sociale, ha ragione - peccato che sia solo propaganda, se poi le azioni intraprese non sono in alcun modo conseguenti) allora NON sei per la scuola pubblica.

Purtroppo, quello che temo è che anche questo atteggiamento fa il gioco della propaganda, il cui unico scopo non dichiarato è quello di demolire quel poco che resta dell'istruzione pubblica in questo Paese (aiutata abilmente dai sindacati del "salviamo il salvabile" e che tutto vogliono immobile), negando a sua volta che ci siano tagli, o che ci siano problemi.

Insomma, in questo gioco di negazioni e di specchi rimaniamo qui a citare il Sessantotto. E a parlare di centrali nucleari TRENT'ANNI DOPO, gli stessi discorsi di trent'anni fa.

Lesson n.3 (advanced):
Chi va a scuola impara che i fatti storici non si contestano. Voler fare piazza pulita del Sessantotto è come essere nel 1815 e voler fare piazza pulita della rivoluzione francese. E sicuramente ci sarà anche una legge della fisica che ci dice che chi non si muove, muore (io però in fisica avevo 5)


11 commenti:

mammachetesta ha detto...

Ma quanto hai ragione?!!?
TANTO!
Mia figlia ha fatto un emraviglioso nido pubblico e ora una splendida materna privata.
Al 90% andrà alle elementari e seguenti pubbliche perchè da quel che dicono in zona molto più valide delle alternative private.
Il punto è che la Gelmini e questo governo sono completamenteideologizzati nè più ne meno di una sinistra oltranzista che vede nelle scuole private IL MALE e che non riesce a riconoscere che, ad esempio (ma è solo un esempio perchè onestamente è l'unico che conosco), le scuole e i nidi privati parrocchiali sono indispensabili per coprire l'assenza di offerta e sostegno alle famiglie che c'è in Italia in questa fascia di età.
Noi abbiamo la materna statale: cade a pezzi, ha spazi ridicoli e soprattutto solo 75 posti per una richiesta media ogni anno di 10-15 posti in più.
Esempio pratico numeri alla mano: abbiamo 4 materne all'interno del Comune. Due statali e due parrocchiali (una e una nel Comune principale e le alter due in una frazione). Fra due anni (settembre 2012) ci saranno 90 iscritti totali. Come farebbero ad assorbire la domanda le due statali?
Alcuni, è verissimo, hanno le madri a casa. Molte però sono straniere o cassaintegrate quindi onestamente mi sembra che non sia giusto tenere i bimbi a casa per non precludere possibilità ai piccoli stranieri di imparare correttamente la lingua, farsi amici e integrarsi, nè alle madri di trovare un impiego.
Qui sta l'assurdo: lo Stato non offre un'alternativa alla scuola privata, almeno in questa fascia di età, quindi perchè prima di sostenere la scuola privata (io so di pagare di più per la privata, ma penso sia giusto perchè è una MIA scelta) non finanziano correttamente la scuola pubblica?

LAMAMMAèSEMPRELAMAMMA ha detto...

Hai veramente ragione...mio figlio sta frequentando la scuola materna privata e devo dire che ci stia trovando non solo bene ma di più...le maestre hanno un'attenzione e un riguardo verso i nostri bimbi veramente ammirevole. Alle elementari andrà in una scuola pubblica...non trovo giusto che chi esalta l'una debba necessariamente affossare l'altra...

Improvvisamente in quattro ha detto...

Finalmente leggo qualcosa sull'argomento moderato, pacato e non basato su "ideologie a priori".

supermambanana ha detto...

penso che si possa generalizzare l'assioma: "non si puo' parlare in modo costruttivo di [x] per ogni [x]".
Sara' la nostra attitudine al fregafrega che ci fa sempre credere che ci stanno fregando? Che invece di concentrarci sul nostro task alla posta passiamo la coda a vedere chi puo' passarci davanti? Non si parla mai delle "cose" in quanto tali, ma si passa subito a parlare di chi le ha dette, e se ha le credenziali per dirle. Si attacca chi parla, non le cose che dice. Cosi' non si puo' andare avanti, perche' ci vuole anche una bella fibra per combattere su questo piano. A me capita regolarmente, dove la mia macchia e' quella di parlare dall'estero. Quindi si assistono a siparietti surreali del tipo:

Io: certo pero' che in questa strada sti parcheggi sono allucinanti.
Risposta: eh, parli bene tu, che gli inglesi non sanno guidare (???)

e non mi addentro in esempi social/politici che e' meglio.

Silvietta ha detto...

mi piace davvero molto come ragioni sulle cose. Credo anch'io che ci sia spazio per tutte e due le cose. Per intenderci, ricordo un tempo in cui a Genova un liceo privato era davvero un posto dove c'era spazio per un'altro tipo di educazione e quindi non aveva senso "solo" come rifugio "per ricchi". E credo anch'io che, parlando di scuola pubblica stia diventando sempre più necessario ragionare su questa come un tassello importante per il paese su cui ragionare tutti, aprioristicamente, senza paura di trovarci d'accordo con chi vota dalla parte opposta, ma soltanto chiamando in causa il bene comune. Ma forse siamo talmente abituati a farci fregare e a temere di essere fregati che non sappiamo più riconoscere il bene comune e ragioniamo solo per il nostro minuscolo bene individuale.


come al solito, grazie per le tue riflessioni, mi portano sempre "altrove".
a presto,silvietta

Mamma Cattiva ha detto...

Mi fa piacere che hai approfondito oltre i socialcosi. Mi trovo d'accordo con te, anche io figlia di scuole pubbliche e private e fortemente dell'idea che debba esserci la possibilità di scelta. Io forse un po' piú suscettibile mi altero nel seguire le argomentazioni della Gelmini, non riesco a coglierne il filo proprio per l'incoerenza di fondo.
Quanto ai sensi di colpa non se ne hanno mai abbastanza ma almeno quelli legati allo status, no grazie, energia e tempo perso.

lorenza ha detto...

@Mammachetesta: condivido in pieno questa frase: "io so di pagare di più per la privata, ma penso sia giusto perchè è una MIA scelta". Purtroppo molti tra coloro che mandano i figli alle scuole private ritengono che sia un'ingiustizia dover pagare per la propria scelta. Qui sta il nocciolo della loro argomentazione, che io non condivido assolutamente ma della quale bisogna tenere conto (per essere capaci di smontarla...)

@Improvvisamenteinquattro: grazie! Non mi sembrava di essere stata tanto pacata, in realtà! Meglio così!

lorenza ha detto...

@lamammaèsemprelamamma: quindi si potrebbe dire: libertà di scelta, e rimettiamo al centro i bambini e non gli interessi di parte?

lorenza ha detto...

@supermambanana: hai centrato un punto importantissimo e che in questo momento mi inquieta molto, ed è l'incapacità di squalificare le argomentazioni, squalificando solo la persona. Con il risultato che chi sta facendo tagli pesanti alla scuola si proclama come un riformatore e un ministro di pensiero. Senza che nessuno sia in grado di argomentare niente di alternativo su qualsiasi argomento! [insomma, sono stata un po' confusa, non so se mi sono spiegata]

lorenza ha detto...

@Silvietta: quanto hai ragione! Sai un'altra cosa? A volte temo che ci siano concetti (come "bene comune") che in questi anni sono stati talmente bistrattati e manipolati che ci vorrebbe una vera capacità di ridare significato alle parole...

Grazie a te, spero che vada un po' meglio, ti penso!

lorenza ha detto...

@MammaCattiva: forse questa è la prima volta che ho visto un'intervista alla Gelmini senza andarmene, spegnere o tirare dieci vaffa. Sarà per questo che mi è piaciuta, o sarà vedere qualcuno più alterato di me che mi ha fatto sorridere ironicamente. O sarà che mi sembrava un combattimento di scherma, un affondo di qui e due passi avanti di là. E, come dicevo sopra, l'appropriarsi di principi (giusti) che poi vengono disattesi nella pratica è forse la riflessione che mi ha più colpito.

Quanto ai sensi di colpa, bisogna lanciare una campagna "No guilty feelings", o qualcosa del genere, mi sa. Non è mai abbastanza.