martedì 2 febbraio 2010

Be Stupid

Giusto per smentire quelli che dicono che mi lamento sempre.
(Io? Lamentarmi? Ma quando mai?!? E per quale motivo, poi?!?)

Venerdì scendo dalla metropolitana e vedo l'affissione della nuova campagna Diesel. Più o meno questa.



Sono rimasta folgorata.
Avrei dato un bacio in fronte ai creativi che l'hanno proposta, al management che l'ha scelta, a Renzo Rosso anche se non mi sta simpatico (se non fosse che non si può non pensare a lui quando si legge Caos Calmo), e persino al signore che l'ha incollata.

Peccato che avevo appena preso in saldo un paio di jeans dalla concorrenza.
Sennò, davvero, quest'anno avrei lasciato il mio obolo alla Diesel.
Non foss'altro, pensavo, per aver realizzato una meravigliosa campagna senza usare neanche una modella svestita o infilata in un paio di jeans taglia 26.

Poi oggi su Friendfeed ho scoperto che questa campagna è una delle poche cose nuove in giro e che non è tutta così pulita come l'ho vista io: comunque, bellissimo slideshow di immagini. E' che, a vederle tutte insieme, perdi il senso dell'ironia che ci sta dietro: la solita differenza tra una crostata alla marmellata e una torta alla panna.

Vince sempre la crostata.
(poveri copy, il lavoro di una vita paragonato ad una crostata. Tutto ciò è molto stupid).

14 commenti:

Alessandra ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alessandra ha detto...

Io adoro la Markettara e anche la pubblicità della Diesel...ma confesso che vivendo l'ADV da "cliente" so le difficoltà che le agenzie incontrano davanti a proposte "forti"...evviva il sig. Renzo ma deve pur sempre vendere i suoi pantaloni ;)

lorenza ha detto...

@Alessandra: .... mhhh... mi sa che è finita che mi sono lamentata? no, la campagna è molto bella, davvero, lo dico da profana! Lo slideshow sul sito mi ha trasmesso un po' questa sensazione di "troppo". Comunque, evviva le proposte "di rottura intelligente".

supermambanana ha detto...

stavolta non son daccordo lorenza, proprio per niente. Mi dilungherei di molto, anche se in sostanza mi rompe alquanto che ancora una volta lo 'smart' quello che ragiona con la testa sia ridicolizzato mentre lo 'stupid' (che poi il termine non e' molto azzeccato secondo me semanticamente si vede che e' scritto da italiani) invece e' il modello da seguire, u' scem' d' uerra si dice a casa mia, lo scemo di guerra, quello che fa lo scemo per non avere compiti importanti. Ma, dicevo, non mi dilungo e ti rimando ad una analisi di Giovanna Cosenza, che condivido in pieno, inclusi i commenti al post:
http://giovannacosenza.wordpress.com/2010/02/01/be-stupid/

M di MS ha detto...

La comunicazione Diesel solitamente mi piace perchè è ironica. Però il bello è essere ironicamente intelligenti. Già l'anno scorso c'era una campagna in partenership con la Fiat 500 vagamente non sense (pure se premiata: http://500.fansblog.it/2009/07/10/il-premio-adci-per-la-campagna-pubblicitaria-della-fiat-500-diesel), almeno ai miei occhi;) Questa campagna stupid potrebbe essere smart, però come giustamente altri fanno notare usa vari stereotipi e poi strizza sempre l'occhio ai fancazzisti, perchè tanto è l'assenza di pensiero che crea, mica il troppo pensare. Bah, in conclusione: ma non esiste una parola inglese per dire "saputello"?

lorenza ha detto...

@Supermambanana e M di Ms: faccio una premessa di metodo e merito: la pubblicità che ho visto io non aveva foto. Guardando lo slideshow sul sito con le foto, fa tutta un'altra impressione - anche se anche le foto giocano per contrasto. Comunque, sorprende quanto un'immagine cambi il senso di una frase. Non ho in mente altre campagne della Diesel, quindi non ho uno storico a cui fare riferimento. E non sapevo che se ne fosse già parlato (anche Lanterna ha scritto un post, pochi giorni fa). Io non ne ho affatto ricavato l'impressione di un'esaltazione della stupidità e del fancazzismo ( stiamo parlando di jeans, comunque), al contrario secondo me invece gioca su un crinale più sottile, e sul ribaltamento dei piani. L'avrò visto alla fine di una giornata un po' stancante, ma l'ho interpretata piuttosto come "mollare gli schemi". Un attacco frontale a tutti quelli che si sentono molto intelligenti e anche un poco snob intellettuali, a dirla tutta. Ci sentiamo per caso chiamati in causa?!? Io, francamente, sì. Quando l'ho vista, ho pensato che devo iniziare ad usare la parte stupida del mio cervello, per dire. E poi dai, non posso credere che quest'agenzia venga pagata miliardi per fare una campagna che significa quello che dice. Mi stupisce, comunque, che se ne parli così tanto in giro: se fossi una prof al liceo, ci farei fare un tema, ai miei alunni. Secondo me verrebbero fuori cose moooolto interessanti. Molto stupid, o molto smart, a seconda dei punti di vista

Lanterna ha detto...

Oddio, mi scappa un commento fiume. Partiamo da mo': io ho un'amica che è molto intelligente. Non che io mi ritenga cerebrolesa, ma spesso sono "stupid": scelgo con la pancia, senza farmi troppi pensieri su che cosa c'è dietro. Spesso questa mia amica critica cose che a me piacciono, sollevando questioni vere ma per me fastidiose perché se continui a porti questioni del genere ti godi un po' poco la vita. Oppure fa da bastian contrario, cercando di vedere per forza il lato che gli altri non vedono. Lei, quando fa così, è il classico esempio di "smart" che si rende antipatica (non parliamo poi di quelli che si credono smart perché sputano veleno e poi vengono a dirti che era una sottile provocazione).
Quindi sui contenuti della campagna posso essere d'accordo.
Non sono d'accordo col messaggio che viene gridato da solo e viene recepito dalla gente media: sii stupido.
Perché voglio vedere quanti italiani (sebbene giovani) sanno l'inglese al punto di capire questa campagna in tutte le sue implicazioni.

supermambanana ha detto...

ci sentiamo chiamate in causa, sissignore, perche' allora che la facciamo a fare le Donne Pensanti? Lorenza, capisco la reazione alla campagna con solo testo, perche' l'avrei provata anch'io penso, io ho visto la cosa dal sito direttamente quindi nella sua interezza, non ho potuto fare il percorso che i pubblicitari intendevano. Che mi pare molto moooolto smart, nel senso di furbo non nel senso di intelligente. Cioe', fase 1: ti faccio vedere il testo, la frase cattura, e tu sei li' a chiederti appunto che vogliono dire con stupid. Da donna intelligente, appunto, pensi al ribaltamento degli schemi, al ragionare di pancia. Che fa bene, eccome se fa bene. Fase 2: mi hai seguito fin qui e t'ho convinto, bene, allora facciamo un passo avanti, ti faccio vedere le immagini degli stupidi, e mo' per coerenza mi devi dire che sei d'accordo anche su questi (stiamo parlando di ragionamenti subliminali non coscienti). Bene, qui avrebbero potuto davvero fare un ribaltamento di piani, ridare una semantica alla nozione di 'stupido' e parlare di folli, di creativi, di gente che ragiona fuori dagli schemi. Invece che vien fuori? Che gli 'stupidi' che intendevano sono proprio tizi (soprattutto tizie, guarda un po'!?!?!) che fanno cose idiote. Tipo autoscattarsi una foto nelle proprie mutandine. Tipo mostrare le tette ad una telecamera a circuito chiuso. Certo ci sono anche le cose piu' creative, quelle che rivalutano la campagna, tipo i ragazzi che creano foto surreali, ma non sono TUTTE cosi', e questo e' il punto. Poi si arriva alla fase 3 quando tutti ormai abbiamo accettato che stupido e' bello, la fase virale, dove si chiede alla gente di autofilmarsi in atti stupidi. Certo la campagna ti chiede di menzionare cose stupide ma creative (tipo fondare una band, la tipica cosa che i genitori dicono che sia stupida, ma i ragazzi ci credono davvero), e fin qui mi starebbe bene, ma la presenza dei manifesti tetteculati della fase due mi fa temere che la maggior parte di questi video saranno di fancazzisti che fanno cose idiote. E che avranno (e cercheranno, youtube, facebook, a manetta) la loro popolarita' per questo. E che magari bigiano la scuola per farlo. Che tanto stupid e' bello, no? Mentre smart, beh, no.

supermambanana ha detto...

un'altra considerazione e poi davvero chiudo e chiedo perdono in ginocchio a lorenza per essermi allargata a casa sua. L'azienda pubblicitaria che ha prodotto la campagna e' londinese. Questo un po' spiega la campagna in se' se vogliamo, il graffio trasgressivo, perche' le foto sono trasgressive indubbiamente, anche quelle che ammiccano (la ragazza che si fotografa dentro le mutandine e' un esempio) e sono consone allo stile goliardico dell'inglese che si denuda nel mezzo della partita di tennis a Wimbledon davanti alla regina. Mi chiedo pero' se nel disegnare la campagna abbiano considerato la societa' italiana e l'attuale confusione morale, perche' se pure ammettiamo la buona fede e la non furbizia secondo me l'impatto non sara' totalmente come l'avevano pensato. In Italia la donna sessuata non fa ridere, non e' ironica, anzi e' serissima. La ripresa ginecologica del lato B non e' a scopo satirico, non ha fini reconditi, e' proprio solo quello che si vede, WYSIWYG, come le interfacce. Riusciranno i nostri ragazzi e ragazze a considerare la velina una goliardata grazie a queste immagini? Se succedesse questo allora mi rimangerei tutto quanto detto nel commento precedente e andrei a stringere le mani agli ideatori della campagna :-)

M di MS ha detto...

Mi viene da dire che questa campagna Diesel, come molte altre precedenti, è troppo smart per l'utente medio.
Con tutte le critiche del caso anche nei precedenti post, alla fine mi resta la sensazione che la massa pecorona continua ad essere priva dell'ironia necessaria per fare il salto. So che Diesel vende molto all'estero, mi piacerebbe capire chi è il cliente italiano del jeans Diesel: il ragazzetto lobotomizzato, la rampante sui 35, le blogger che sottilizzano sul messaggio...?

Marta ha detto...

Andy Wharol sosteneva che tutti vogliono i loro 15 minuti di notorietà. Bhè, credo che Renzo Rosso sia andato ben oltre e abbia ottenuto molto di più da questa campagna. Sono jeans dopotutto. E la creatività secondo me non fa rima con stupidità. E poi sono d’accordo con supermambanana: con l’abbassamento culturale di questi ultimi anni in Italia, questa campagna non fa neanche sorridere… e il messaggio non è immediato. Rimpiango l’Oliviero Toscani dei tempi d’oro. Si, era eccessivo, ma qualche volta,almeno, riusciva a creare un dibattito sulle sue campagne di comunicazione. Sono jeans. E il signor Rosso mi sembra una brutta copia di Oliviero Toscani.

lorenza ha detto...

@Marta: attenzione, però: vent'anni fa ci saremmo stracciate le vesti per Oliviero Toscani e adesso siamo qui che lo santifichiamo, non possiamo cominciare a rifugiarci in un mitico passato in cui tutto era meglio, perché altrimenti rischiamo di non saper più leggere quello che ci sta intorno. Wharol era un grande interprete di quello che sarebbe stata la nostra società, e un grande artista, ma umanamente parlando era una schifezza. Rosso è prima di tutto un imprenditore, e ormai (credo) un grande imprenditore: non uno al quale affiderei i miei figli, ma una persona che ha saputo costruire un marchio di successo e che è arrivato al punto di "fregarsene" dell'Italia, che il mondo va avanti anche senza l'Italia (perché di questo, noi italiani, sarà bene che prima o poi ce ne facciamo una ragione)

LGO ha detto...

Io da profana ho fatto paro paro il percorso che Supermam ha descritto: sono scesa dalla metro, mi sono scontrata con una di queste scritte, ho pensato "oddio mica possono davvero voler dire quello che dicono", mi sono fatta un po' di giri in rete per cercare di afferrare la filosofia di un messaggio a cui i miei occhi si rifiutavano di credere, e dopo, ho pensato "oh, certo che se la potevano risparmiare". Insomma, a posteriori il fastidio è aumentato, invece di diminuire.
Ora, mi vien da dire che, se come dice MdiMS, la campagna è troppo smart per l'utente medio, che poi sarei anche io, bè, allora è una campagna sbagliata, dato che vende jeans medi per persone medie.
Invece non credo che la campagna sia smart, credo che scelga consapevolmente di rimestare tra le nostre debolezze, e mi infastidisce che lo faccia ammiccando e mostrando ancora tette e altro.
Ovviamente, lo dico da profana...

lorenza ha detto...

@LGO: Sono profana anch'io, davvero. E come scrivevo nel post in modo molto soft, se guardi lo slideshow con le immagini perdi tutto lo spessore ironico che invece avevo trovato nell'affissione. Mah, non so!