martedì 30 aprile 2013

Vacanze scolastiche: ho fatto i conti, e qualche considerazione


Dicono che arriverà l'estate.
Al di là di ogni previsione metereologica, abbiamo tuttavia la certezza che la scuola italiana chiuderà i battenti il prossimo 7 Giugno e li riaprirà intorno all'11 settembre (come sapete, le date di riapertura delle scuole nel nostro Paese variano a seconda delle Regioni).

Calendario alla mano, fanno, in settimane di vacanza:
3 a Giugno
4 a Luglio 
5 ad Agosto 
1,5 a Settembre 
per un totale di 13,5 settimane
per un totale di 94,5 giorni continuativi di vacanze scolastiche.

94,5.Giorni.Di vacanza.Di fila.

Considerato che il lavoratore medio italiano dipendente usufruisce di 3 o al massimo 4 settimane di ferie, rimangono 10 settimane scoperte.

10.Settimane.

Non esiste una statistica di quanto queste 10 settimane continuative di vacanze scolastiche costino, in termini reali, alle famiglie italiane tra campi estivi, campi sportivi, vacanze natura e via andare - né esistono dati su cosa succederebbe se i nonni entrassero in subitaneo e irrevocabile sciopero.

Magari, forse, semplicemente, i bambini invaderebbero le strade mandando il traffico in tilt e ricordando i passanti distratti e nervosi di queste città, che esistono anche loro.

Non esistono, peraltro, statistiche di quanto costino ai comuni le strutture e i corsi estivi (anche in questo caso, con un'ampia variabilità di investimento da comune a comune), né quanto in più costerebbero alla pubblica amministrazione, soprattutto nel Nord Italia, se non ci fossero gli oratori feriali, per i quali molti comuni non sborsano neanche un centesimo. Non esistono statistiche di quante aule diventino una fornace al primo caldo, e di quanti uffici di direttori scolastici siano climatizzati.

Questa serie di "non esistono" non è per puntare il dito contro nella solita guerra di tutti contro tutti, e alla fine nessuno ha la responsabilità di niente. Ma per far riflettere su come vengano disperse le risorse in un unico caos generalizzato, senza affondare il dito nella piaga delle pari opportunità nel nostro paese (perché sì, le pari opportunità sarà bene iniziare a farle valere anche per i bambini, o no?)

Il calendario scolastico è un'invenzione del 1599, e quello italiano è, tranne alcune operazioni di make-up, immutato da quasi quarant'anni (sì, quarant'anni fa le scuole iniziavano a Ottobre invece che a Settembre e non esistevano le vacanze a carnevale). Non importa se il mondo è cambiato, la scuola italiana rimane ferma e immobile. Una vera istituzione, di quelle granitiche, proprio, che lascia ancora il tempo ai suoi studenti, d'estate, di andare a lavorare nei campi (perché così è stato concepito, il calendario scolastico italiano).

Che poi finirà, avanti di questo passo, che la scuola italiana riformerà il calendario quando saremo ormai ritornati a essere una società contadina.

Faccio una proposta politicamente scorretta: baratto i vecchi programmi ministeriali spariti dalla circolazione - sì, quei programmi un po' nozionistici in chiave back to basics, quelli pensati per sottrarre le persone dall'analfabetismo e insegnare loro che vivevamo in un Paese che dovevamo amare chiamato Italia, in cui si imparavano le date in storia e i fiumi e i monti e i settori economici in geografia e l'analisi grammaticale in italiano e si sfiancavano i poveri studenti di operazioni con il riporto, mi riprendo anche tutta la retorica dell'impero romano e del Risorgimento e Pascoli e Carducci - con un nuovo calendario scolastico che metta una vacanza alla fine del quadrimestre, che li tenga sui banchi fino alla fine di Giugno, che gli faccia fare qualche giorno in più a Pasqua.

Non un calendario che li lega al banco per sempre. Ma un calendario diverso, diversamente gestibile sia dalle famiglie sia dagli studenti, un calendario insomma che ci tolga almeno da questa emergenza nazionale. L'emergenza delle vacanze scolastiche.

Ma forse è solo un'emergenza di alcuni. Voi che ne dite?

14 commenti:

M di MS ha detto...

E' un'emergenza di tutti, anche di chi i figli può guardarseli.
Perchè due bambini a casa al 10 di giugno dopo la prima euforia si rompono le scatole e tu genitore qualcosa devi proporre.
E quel qualcosa ha un costo.
Conosco diverse casalinghe che mandano i figli ai campus per non gestirseli 24 ore su 24 a casa, figurarsi le lavoratrici!

Sarà interessante verificare il trend in un periodo così recessivo e capire da dove le famiglie già in crisi tireranno fuori altri soldi per l'estate...Tutti all'oratorio?

giuliana laurita ha detto...

ci sto, al baratto. che facciano uno sforzo in più per sapere quante sono le regioni d'italia e ci risparmino la (reciproca) tortura di piazzarli in estate da qualche parte.

mammafelice ha detto...

Ci risiamo. Di nuovo. Ogni volta mi ritrovo ad inizio Maggio a doverci pensare, e ogni volta non so come fare. Adesso che siamo in una nuova città, con una rete familiare intorno, mi sembra già un Paradiso, anche se mia mamma e mia sorella lavorano e quindi ci sono solo la sera.
Io forse farò i turni con Nestore, come sempre. Così lavoreremo a cottimo. Poi almeno un giorno a settimana una gita tutti insieme. E a Luglio ovviamente l'estate ragazzi dell'oratorio.

Chiara ha detto...

L'estate mi porta infiniti sensi di colpa: mia figlia sconta il fatto che non abbiamo nonni, non abbiamo case di villeggiatura, io lavoro a tempo pieno e già così non ce la facciamo, il padre non ne parliamo. Meryem per tre mesi è costretta a soluzioni di ripiego, che comunque prosciugano le casse familiari. E' una cosa che mi fa soffrire profondamente.

Mammamsterdam ha detto...

I sensi di colpa, no, per favore, almeno quelli risparmiamoceli. La soluzione di dare vacanze più sparse sarebbe in realtà motivata da pure considerazioni di tipo cognitivo e sull' apprendimento, ma figurati se questa è una priorità.

luciebasta ha detto...

Oddio quanti argomenti da sviscerare: le strutture senza aria condizionata e spazio ricreativo, la gestione del personale scolastico, le attività integrative, lo sport, ecc, ecc..
Io ti sostengo su tutta la linea, ma sono così disperata che temo una soluzione non si troverà mai (non si vuole trovare).
Vi leggo.

silvia lanfranchi ha detto...

Sensi di colpa assolutamente no, ma un'ansia che inizia a salire ora, raggiunge l'apice a metà giugno e torna a livelli accettabili a settembre quello si. Ogni anno faccio più fatica, mi sembra di fare il Tetris incastrando il mio calendario, quello dei nonni e quello del papà (anzi, della mia ex suocera...). Quest'anno mandarla al campo estivo sarà un grande sacrificio perchè di soldi ce ne sono proprio pochi....ma qualche giorno a settimana lo farò per forza. Per il resto chiederò aiuto alla mia rete...ma quanto mi dà fastidio dover dipendere sempre da altri e dover chiedere...

Alessia ha detto...

oh ecco un tema caldissimo (e non per il clima!).
Io negli anni scorsi ho usufruito di campo estivo per due giorni a settimana (solo due perchè di più mi era economicamente impossibile) per 3 anni, poi di ragazza alla pari l'anno scorso...
Quest'anno i soldi sono definitivamente finiti, nisba, non ci sono più, quindi non ho la più pallida idea di cosa mi escogiterò.

acasadiclara ha detto...

è proprio un tetris e sostanzialmente non gliene importa niente a nessuno. i miei si offrono di badare ai bambini ma in città. anche se abbiamo una casa al lago, ma siccome è scomoda e loro non hanno la macchina nisba. mio marito insegna quindi a luglio si fa qualche giorno di montagna con i bambini (io lavoro in città) ma mio figlio grande andrà comunque in colonia al mare e poi al campo scout. il piccolo all'asilo estivo, poi a casa con il papà (che è meglio della nonna).
a tornati dalle vacanze di agosto ancora campus e oratorio per tirare l'inizio delle scuole. un salasso.

Michela ha detto...

io ho un bimbo di 16 mesi, e con il nido ci metto una pezza (con una retta extra me lo tengono tutto il mese di luglio) ma poi agosto... il nulla che avanza! Mi piacerebbe avere il lusso di poter stare a casa con lui, ma io e mio marito lavoriamo entrambi nel turismo, praticamente impossibile liberarsi 4 settimana in alta stagione. Allora arrivano i santi nonni, che da Roma (noi viviamo a Verona) si dirigono al nord e per 15 giorni piazzano la roulotte sul lago e ci danno una mano con il piccolo di casa. Gli altri 15 gg scoperti? Boh, non so ancora che farò, qualcosa mi inventerò. Con 2 lavori a tempo pieno (per fortuna con i tempi che corrono), 2 nonni giovani che ancora lavorano e gli altri 2 nonni a 500km di distanza a volte mi sembra di giocare al mio videogame preferito di quando ero ragazzina... IL TRETRIS!!!!

lorenza ha detto...

Sono molto colpita dalla quantità e dalla qualità dei vostri commenti, vi dico solo quello, e continuo ad ascoltarvi in silenzio...

Anna ha detto...

Sono d'accordissimo.E poi dicono che gli italiani fanno pochi figli.Ok,preso atto di questo,passiamo all'azione?da ignorante chiedo:c'è qualcosa che possiamo fare?Referendum popolare?se sì,corporiamoci e iniziamo a muoverci!

Anonimo ha detto...

scusate, ma che differenza avere 90 giorni di vacanza di seguito o sparsi nell'anno? perche' a voi sembra piu' gestibile avere i figli a casa due settimane a pasqua, due a ottobre etc. come ad esempio in germania? non e' provocazione la mia, ma proprio non capisco la differenza.

m@w ha detto...

Mia figlia del centro estivo non ne vuole sapere, me lo ha comunicato senza giri di parole; per ora sono molto fortunata perché d'estate mia madre li porta al mare. O, meglio, li porta alla spiaggia perché noi viviamo sul mare. So anche di essere doppiamente fortunata, perché mia madre è vedova inconsolabile e se non avesse questo impegno probabilmente si sarebbe lasciata cadere in un baratro dal quale avrei dovuto tirarla su.
Ciò nonostante, questa faccenda del centro estivo che proprio non le va - come per altre molte cose che proprio non le vanno ed in cui non so se faccio bene a non forzarla - mi lascia molto perplessa...
E poi ho un'altra perplessità, sui compiti per le vacanze che sono generalmente una lotta.
È giusto imporre questa lotta a chi si è offerto di darci una mano?
È giusto che questa lotta invada il tempo nostro, quello fra un centro estivo e l'altro?